A Letta non piace il ‘metodo’ Salvini. E se ne lamenta con Draghi

Enrico Letta è andato a palazzo Chigi per parlare con Draghi del Recovery Plan ma soprattutto per lamentarsi del “metodo” Salvini che, secondo lui, dovrebbe decidersi: o dentro o fuori dal governo.

Un’altra puntata dello scontro ormai quasi quotidiano tra il Pd e la Lega, insieme in maggioranza, con il leader del Carroccio che ha replicato subito: “Il mio metodo? La concretezza” e Letta – ha aggiunto – continui pure ad occuparsi dello Ius soli…

Nel faccia a faccia con il premier a palazzo Chigi, raccontano al Nazareno, il segretario Dem ha affrontato il tema del Recovery Plan e quello dell’agenda di governo. Ma si è capito subito che il tema al centro del colloquio doveva essere un altro, più politico: Letta ha fatto trapelare infatti di aver espresso a Draghi la sua “insoddisfazione verso il metodo Salvini” che non cessa dal voler tenere i piedi in due staffe, un pò al governo e un pò all’opposizione, forse – è la tesi del Nazareno – pressato dall’aumento dei consensi alla Meloni. Per questo il Pd chiede “correttezza” e rispetto nell’impegno comune dei partiti della maggioranza nel sostegno all’esecutivo. E quindi, più decisamente, un “basta stare con un piede dentro e uno fuori!”.

La replica arriva a stretto giro: “Il ‘metodo Salvini’? È la concretezza” ha risposto il segretario della Lega in un tweet a proposito dell’insoddisfazione espressa da Letta sul suo comportamento. “Stanotte ad esempio – ha aggiunto Salvini elencando una serie di misure proposte dalla Lega e approvate in commissione in Senato – sono state approvate le proposte della Lega sui soldi per i genitori separati in difficoltà. Questo è il ‘metodo Salvini’: noi siamo leali e propositivi, non ci occupiamo di Ius Soli e ci fidiamo degli Italiani!”.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita
Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

Altro dall'autore

Segui in20righe come fonte preferita su Google

Imposta fonte preferita

Articoli più letti