Cina, plenum Comitato centrale del Partito Comunista. Xi conferma leadership e propone sfide per il futuro

Xi Jinping punta al terzo mandato, per confermare il ruolo di leader politicamente più longevo e incisivo della Cina dopo Mao Zedong. A Pechino è riunito il plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC), nell’anno del centenario del Partito e in vista del XX Congresso del 2022.

Risoluzione

Xi, presidente della Cina e segretario PCC, ha presentato il testo di una Risoluzione, documento di decisivo rilievo politico tanto da avere soltanto due precedenti. La Risoluzione fa il punto sull’esperienza storica e sulla “forte vitalità” dimostrata dalla via cinese al socialismo e traccia le linee d’azione per il futuro. “Attraverso una lotta tenace – anticipa l’agenzia Xinhua -, il Partito e il popolo cinesi hanno mostrato al mondo che il paese ha saputo alzarsi in piedi, trasformarsi e crescere”.

Potenza

Le due precedenti Risoluzioni sono quella voluta da Mao Zedong nel 1945, a pochi mesi prima della vittoria nella Seconda Guerra mondiale. E quattro anni prima della nascita nel 1949 della Repubblica Popolare Cinese(RPC) con la sconfitta dei nazionalisti di Chiang Kai-shek. La seconda Risoluzione è del 1981, quando Deng Xiaoping sancì la fine della Rivoluzione Culturale e confermò le riforme che hanno portato la Cina a diventare una grande potenza economica e ad avere un ruolo decisivo come potenza globale. Un’eredità importante, che Xi intende portare avanti in modo innovativo nei prossimi decenni.

Obiettivi

Quando è salito al potere nel 2012, Xi ha enunciato due “obiettivi”: rendere la Cina una società “moderatamente prospera”, dichiarato centrato proprio quest’anno. E quindi di realizzare un “grande paese socialista moderno” entro il 2049, centenario della fondazione della RPC. “Guardando indietro ai 100 anni di storia del Partito – ha detto Xi – possiamo vedere perché abbiamo avuto successo e come possiamo continuare ad averne in futuro. Rimaniamo fedeli alla nostra missione fondante e perseguiamo un futuro migliore, nel nuovo viaggio che ci attende”.

Socialista

Se è vero che Pechino ha saputo gestire con successo la pandemia di COVID-19, restano aperti importanti problemi e sfide, interne e internazionali, da affrontare con nuove riforme e con la conferma della scelta dell’apertura. La Cina – si legge su Global Times versione in inglese del Quotidiano del Popolo, organo ufficiale del PCC – punta a diventare entro la metà del XXI secolo un “paese socialista moderno, prospero, forte, democratico, culturalmente avanzato, armonioso e attraente”. Il sinologo Geremie R. Barmé spiega al New York Times: “Si tratta per la Cina di cavalcare, attorno al Partito Comunista e a Xi, l’onda del passato verso il futuro”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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