Ucraina, per la Russia non è guerra lampo. Forse abbattuto un aereo trasporto truppe di Mosca

Niente guerra lampo per i russi in Ucraina. La resistenza degli ucraini tiene le truppe di Mosca ancora ad almeno un trentina di chilometri da Kiev. Secondo l’agenzia di stampa russa RIA, le unità hanno ripreso l’offensiva contro l’Ucraina da tutte le direzioni, dopo una pausa venerdì quando si era vociferato di possibili contatti negoziali. Il ministero della Difesa di Mosca afferma di aver ordinato il rinnovo degli attacchi dopo che l’Ucraina si è rifiutata di negoziare. Al momento Kiev afferma di mantenere il controllo di tutte le principali città del paese. Le sue forze avrebbero respinto gli attacchi russi, infliggendo perdite significative alle forze d’invasione.

Intelligence

Fonti di intelligence britanniche confermano che l’avanzata russa è rallentata. A Washington funzionari del Pentagono parlano di “frustrazione” a Mosca per la “vivace” resistenza ucraina, che impedisce alle forze russe di prendere slancio. A Kiev il sindaco, Vitali Klitschko, ha imposto il coprifuoco, chiunque venga trovato per strada sarà considerato un “sabotatore” russo. L’ONU stima che almeno 120 mila persone siano fuggite dall’Ucraina nelle ultime 48 ore. Si parla di perdite tra i militari russi. Il ministero della Difesa ucraino afferma che caccia Su-27 avrebbero intercettato e abbattuto nella regione di Kiev un velivolo da trasporto truppe russo IL-76 MD con paracadutisti a bordo. Mosca smentisce. Il ministero della Difesa del Regno Unito ritiene che i velivoli abbattuti potrebbero essere addirittura due, con centinaia di vittime russe.

Video

Circolano video con le drammatiche conseguenze della guerra, veicoli militari in fiamme con corpi carbonizzati. Sui social sono apparse immagini e filmati di soldati russi presi prigionieri. Molti interrogati in diretta appaiono scioccati per la cattura e la morte dei compagni. Alcuni sono ripresi mentre mormorano di essere all’oscuro del loro invio in Ucraina. Si tratta di immagini crude destinate ad avere conseguenze in Russia. Si ricordano le proteste delle madri dei soldati durante le guerre in Afghanistan e Cecenia. Anche per questo Mosca ha deciso di limitare l’accesso a Twitter e Facebook.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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