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venerdì, 19 Agosto 2022

Coronavirus, nuovo caso a Wuhan allarma. Ipotesi test per tutti 11 milioni abitanti

Quando tre giorni fa a Wuhan è emerso, per la prima volta dal 3 aprile, un nuovo caso di Coronavirus, è subito scattato l’allarme. Nel primo epicentro della pandemia mondiale non si vogliono correre rischi. L’89enne risultato positivo aveva già contagiato altre cinque persone. Per Pechino immediatamente la questione è diventata la priorità, anche per verificare l’efficacia del sistema di allarme rapido sui nuovi focolai deciso la scorsa settimana dalla massima autorità del paese, il Comitato permanente dell’ufficio politico del Partito Comunista cinese, l’organismo di sette componenti guidato dal presidente, Xi Jinping. Per Wuhan, una metropoli di circa 11 milioni di abitanti, si è stabilito di elaborare un piano per per testare l’intera popolazione. Ai responsabili di tutti i distretti cittadini, riferiscono i media locali, è stato richiesto di fornire i dettagli su come effettuare i test sierologici entro 10 giorni.

Battaglia All’esplodere del Covid-19, il capoluogo della provincia di Hubei nella Cina Centrale, attraversato dal Fiume Azzurro e dallo Han, aveva subito una quarantena totale per 11 settimane e la ‘fase 2′ era iniziata a partire dall’8 aprile. Le scuole hanno riaperto, il trasporto pubblico è tornato operativo e le imprese hanno ripreso le loro attività. Ma l’emergere del nuovo cluster ha posto la necessità di un’azione veloce di controllo e contenimento. L’obiettivo della verifica per tutta la popolazione sembra molto arduo, sia per le problematiche tecnico-logistiche sia per i costi. Così quella che è già stata definita la “battaglia di 10 giorni”, potrebbe riguardare innanzitutto gli operatori sanitari, le persone vulnerabili e le comunità locali cittadine più densamente popolate.

Segnalazione Fonti mediche dell’Università di Wuhan hanno sottolineato come una grande percentuale della popolazione, circa 5 milioni di cittadini, sia già stata testata – riporta il giornale in lingua inglese Global Times – dimostrandosi sana. Ora, sostiene il dottore Yang Zhanqiu, vicedirettore del Dipartimento di biologia dei patogeni, “è possibile testare la restante parte della popolazione in 10 giorni”. Wang Zhonglin, capo del Partito comunista a Wuhan, ha parlato in una conferenza del “rafforzamento della prevenzione e del sistema di segnalazione dei casi di positività” e, in parallelo, “l’ampliamento della scala dei test”. Per fare un paragone con gli Stati Uniti, la BBC sottolinea come la Casa Bianca abbia annunciato l’effettuazione di circa 300 mila test ogni giorno in tutto il paese, per un totale finora di quasi 9 milioni di persone.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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