L’intesa Macron-Merkel sul Recovery Fund per superare la crisi Coronavirus, potrebbe essere il ‘piano Marshall’ del terzo millennio per far partire una nuova Europa. La previsione di un fondo da 500 miliardi di euro per i paesi più colpiti dalla crisi Covid, attraverso l’emissione di bond comunitari rappresenta una proposta senza precedenti, perché supererebbe le resistenze del più forte dei paesi ricchi del Nord al concetto di finanziamento comune del debito. L’ipotesi è di un fondo a carico del bilancio Ue, per creare ripresa e aiutare le economie e le regioni europee più martoriate dal Coronavirus. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha parlato – in una conferenza stampa video congiunta con la cancelliera tedesca – di “un grande passo avanti. Circostanze straordinarie richiedono misure straordinarie”.

Rivoluzione Per Angela Merkel “l’obiettivo è che l’Europa emerga da questa crisi più forte, più coesa e solidale. Quando la Germania e la Francia prendono l’iniziativa, ciò incoraggia il processo decisionale nell’Unione”. Restano comunque tutte le resistenze ribadite da Austria, Olanda e dai paesi scandinavi, Tuttavia, la Commissione europea – ha confermato la presidente, Ursula von der Leyen – è al lavoro e presenterà i dettagli del programma di ripresa economica a Bruxelles il 27 maggio. Secondo l’autorevole  Le Monde: “Berlino da sempre contraria a mettere in comune il debito degli europei, oggi è d’accordo a intraprendere questa strada”, aver “concordato le linee di un piano di finanziato da un debito comune emesso dall’Ue e speso attraverso il bilancio europeo, è di per sé una rivoluzione”.

Conte La proposta franco-tedesca, sostiene il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, va “nella direzione auspicata dall’Italia. Ma per superare la crisi e aiutare imprese e famiglie serve ampliare il Recovery Fund”, restiamo “fiduciosi in una proposta ambiziosa da parte della Commissione europea”. I fondi nell’idea di Macron e Merkel “rafforzeranno la competitività delle economie europee e aumenteranno gli investimenti, in particolare nella chiave delle transizioni ecologica e di digitalizzazione”, con attenzione particolare alla sanità e “alla ricerca e innovazione”, offrendo una “forte risposta”, che aiuterà anche a combattere la disoccupazione.