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lunedì, 3 Ottobre 2022

Zangrillo, clinicamente il virus non esiste più

A tre giorni dal via libera alla circolazione tra le regioni e dalla fine delle autocertificazioni – ma non del distanziamento sociale o del divieto di baci o abbracci – i numeri forniti dalla Protezione civile sull’epidemia da coronavirus continuano ad essere incoraggianti. Nelle ultime 24 ore vittime in calo (75), 1.600 positivi in meno, 355 i contagi, 1.800 i guariti o dimessi. Per quanto riguarda la Lombardia 33 i morti e 210 i positivi. Sei regioni non hanno registrato nuovi casi. Un quadro che volge al positivo circa lo sviluppo della pandemia e che registra oggi anche un parere molto ottimistico sulla pericolosità del coronavirus, un parere che ha spiazzato un pò tutti, quello del prof. Alberto Zangrillo, secondo il quale “cinicamente il virus non esiste più. “Oggi è il 31 maggio e circa un mese fa sentivamo epidemiologi temere per la fine del mese e inizio giugno una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare. In realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Questo lo dice l’università Vita e Salute San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo direttore dell’Istituto di virologia, il professore Clementi, lo dice il professor Silvestri della Emory University di Atlanta” ha detto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, a Mezz’ora in più, su Rai 3. “Lo dico consapevole del dramma che hanno vissuto i pazienti che non ce l’hanno fatta – ha aggiunto – non si può continuare a portare l’attenzione in modo ridicolo come sta facendo la Grecia sulla base di un terreno di ridicolaggine, che è quello che abbiamo impostato a livello di comitato scientifico nazionale e non solo, dando la parola non ai clinici e non ai virologi veri. Il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Ci metto la firma”.

Questo video contiene contributi www.raiplay.it

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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