Mattarella 2 giugno

Questo 2 giugno valga come “nuovo inizio”, per ricostruire l’Italia dopo il gravissimo pericolo corso dal paese per l’attacco del coronavirus e per “ripartire, come avvenne nel 1946″ quando forze politiche diverse e anche contrapposte si unirono per scrivere la Costituzione fondamento della nostra Repubblica. Si è rifatto a quell'”unità morale” il capo dello Stato nel suo intervento per la Festa del 2 Giugno che si è svolta, con un concerto sulle note di Mozart e Puccini, e senza ricevimento, nei giardini del Quirinale. “Questa festa è l’emblema di una nuova ripartenza, di un nuovo inizio” ha sottolineato Sergio Mattarella dopo aver ricordato con dolore le vittime del Covid-19 e con un forte richiamo alle istituzioni e alle forze politiche per raggiungere e manifestare un’unità morale sull’esempio di settantasei anni fa. “Serve coraggio e prudenza” nella ripartenza e nella ricostruzione, ha aggiunto, ma soprattutto serve “non disperdere la fiducia degli italiani” perchè ciò sarebbe “inaccettabile e imperdonabile” dopo i sacrifici compiuti dalla popolazione in questi drammatici tre mesi per gli attacchi di un nemico subdolo e invisibile. “Gli italiani hanno mostrato tutte le loro qualità nell’emergenza e io sono orgoglioso e fiero per questo”, tocca alle istituzioni e alle forze politiche esserne all’altezza: “dividersi ora sarebbe inaccettabile”. Domani Mattarella sarà a Codogno dove tutto, almeno per l’Italia, è cominciato.