Dopo tre mesi di lockdown e 33.530 morti per il coronavirus domani spariscono i confini regionali per la mobilità degli italiani: si potrà muoversi e viaggiare da una regione all’altra, tra tutte le regioni, senza autocertificazioni o ‘passaporti’ sanitari. Un via libera ma non un ‘libera tutti’, Una ripartenza accompagnata da qualche apprensione per l’andamento della curva epidemiologica che continua a fornire dati incoraggianti anche se nelle ultime 24 ore il numero dei contagiati è salito (+ 318) rispetto a ieri (+178). E sempre con l’incubo di una curva che si impenna il che comporterebbe nuovi divieti se non un nuovo lockdown. “Servono coraggio e prudenza per questo nuovo inizio e unità morale come nel 1946, perchè sarebbe inaccettabile dividersi” ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri dal Quirinale. Concetti ripetuti anche oggi, Festa della Repubblica, con il richiamo “alla responsabilità e alla coesione”. E oggi il capo dello Stato ha voluto rendere omaggio alle vittime del Covid-19 visitando Codogno, dove tutto è cominciato tre mesi fa, e poi a Roma per l’omaggio ai sanitari, anche loro vittime del coronavirus, con la visita all’ospedale per malattie infettive Spallanzani, in prima fila nella lotta all’epidemia venuta dalla Cina. Si diceva dei contagiati: la Protezione civile nel suo bollettino quotidiano ha riferito che complessivamente sono 233.515, con un incremento di 318 rispetto a ieri. Otto regioni non hanno comunicato nuovi contagiati. Sono 55 le vittime del Covid-19, in calo rispetto ai 60 di ieri, un numero così basso non si registrava dal 2 marzo. Le vittime salgono così a 33.530. Continuano a diminuire i malati e i pazienti ricoverati in terapia intensiva.