Blitz del centro sociale, bombe di vernice per Montanelli “razzista”

Il centro sociale LuMe (Laboratorio universitario Metropolitano) e la Rete Studenti Milano rivendicano, con un video sui social, il “gesto” nei confronti della statua del giornalista Indro Montanelli, con il lancio di vernice e le scritte con la bomboletta spray: “Razzista, stupratore”.

Contestualizzando Montanelli

«Gli italiani non imparano niente dalla Storia, anche perché non la sanno» Queste sono le parole spocchiose del “più grande giornalista italiano” Indro Montanelli. Crediamo di aver dimostrato – al contrario – di conoscerla molto bene. Siamo convinti che, senza una giusta revisione critica, la storia non possa definirsi tale. Essa va intesa come materia viva, soggetta a cambiamenti, e non possiamo fingere di non sapere che le statue che ne celebrano i protagonisti hanno una funzione sociale collettiva, perché occupano lo spazio pubblico rappresentando ciò che una classe dirigente decide di celebrare della propria storia. In un momento globale così importante – che da ogni parte del mondo ci vede capaci di infrangere barriere e abbattere idoli di un mondo che non deve più esistere – crediamo che figure come quella di Indro Montanelli siano dannose per l’immaginario di tuttx.Un colonialista che ha fatto dello schiavismo una parte importante della sua attività politica non può e non deve essere celebrato in pubblica piazza. In una città come Milano, medaglia d’oro alla Resistenza, la statua di Indro Montanelli è una contraddizione che non possiamo più accettare.Il giornalista, oltre ad aver portato avanti una strenua campagna di apologia del fascismo, si arruolò volontariamente durante la campagna etiope, una campagna colonialista e schiavista. Qui comprò una “faccetta nera” di nome Destà, una ragazza etiope di soli 12 anni, che usò senza ripensamenti come un vero e proprio giocattolo sessuale. Chiediamo, ad alta voce e con convinzione, l’abbattimento della statua a suo nome. Non possiamo accettare che vengano venerati come esempi da imitare personaggi che hanno fatto dello schiavismo, del colonialismo, della misoginia, del fascismo e del razzismo una mentalità con ben pochi ripensamenti. Con questo gesto vogliamo inoltre ricordare che, come ci hanno insegnato e continuano a insegnarci movimenti globali come Non Una Di Meno e Black Lives Matter, tutte le lotte sono la stessa lotta, in un meccanismo intersezionale di trasformazione del presente e del futuro. Se il mondo che vogliamo tarda ad arrivare, lo cambieremo.Mai più schiavismo.Mai più sessismo.Mai più razzismo.LUMe – Laboratorio Universitario MetropolitanoRete Studenti Milano

Geplaatst door LUME – Laboratorio Universitario MEtropolitano op Zondag 14 juni 2020

Abbattimento Gli attivisti, che si richiamano a “movimenti globali come ‘Non Una Di Meno’ e ‘Black Lives Matter'”, affermano: “In una città come Milano, medaglia d’oro alla Resistenza, la statua di Montanelli è una contraddizione che non possiamo più accettare. Siamo convinti che, senza una giusta revisione critica, la storia non possa definirsi tale. Chiediamo, ad alta voce e con convinzione, l’abbattimento della statua a suo nome. Non possiamo accettare che vengano venerati come esempi da imitare personaggi che hanno fatto dello schiavismo, del colonialismo, della misoginia, del fascismo e del razzismo una mentalità con ben pochi ripensamenti. Se il mondo che vogliamo tarda ad arrivare, lo cambieremo”.

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