Dopo i dollari, i rubli e i petro-dollari, arrivano sulla scena politica italiana, in chiave di presunti finanziamenti illeciti, i bolivar venezuelani. Una moneta che oggi vale carta straccia, ma che nel 2010 era sostenuta dal prezzo del greggio, di cui il paese sudamericano si ritiene abbia la più grande riserva al mondo. Il quotidiano conservatore spagnolo Abc pubblica un documento finora segreto, secondo cui il governo rivoluzionario bolivariano di Caracas, all’epoca guidato dal suo fondatore, Hugo Chavez, finanziò per una cifra pari a 3,5 milioni di euro il Movimento 5stelle creato l’anno prima da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

Valigetta Per il quotidiano spagnolo dal documento si evincerebbe che l’attuale presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, che all’epoca era ministro degli Esteri, autorizzò l’invio di una valigetta contenente il danaro al consolato del Venezuela a Milano. La consegna del denaro sarebbe avvenuta con l’intermediazione del console generale della Repubblica Bolivariana, Gian Carlo Di Martino. I fondi erano stati reperiti grazie agli uffici del controspionaggio venezuelano, la Direccion General de Contrainteligencia Militar (DGCIM), guidata da un fedelissimo i Chavez, il Hugo Carvajal, successivamente entrato in contrasto con Maduro e divenuto sostenitore dell’autoproclamato presidente filo-occidentale, Juan Guaidó, ma tuttora ricercato dagli Stati Uniti per narcotraffico.

Rivoluzionario Agli occhi di Caracas, ai tempi punta di diamante in America latina del “Socialismo del XXI secolo” di matrice castrista e terzomondista, i 5stelle erano un “movimento di sinistra rivoluzionario e anticapitalista”. Tra gli esponenti del potere bolivariano implicati nella vicenda, Abc segnala anche Tareck el Aissami, attuale ministro del Petrolio e prima ministro dell’Interno, uomo di fiducia di Maduro, anche lui nel mirino di Washington, che lo ha sottoposto a sanzioni per i reati di terrorismo e traffico di droga. Abc sostiene di non aver ottenuto risposte alla sua inchiesta da alcuna delle parti in causa, tuttavia i dirigenti pentastellati parlano di “fake news”.

Micro donazioni Per il capo politico del Movimento, Vito Crimi, si tratta di una storia “semplicemente ridicola e fantasiosa. Certamente non ci lasciamo distrarre o intimidire da certe sparate” e ricorda che le prime campagne elettorali grilline furono finanziate grazie a “micro donazioni dei cittadini italiani”. Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, che controlla la piattaforma Rousseau dove i militanti ratificano le decisioni del Movimento, dice: “Tutto totalmente falso. Dalle smentite ora passeremo alle querele”.