Recovery Plan Ue, accordo ancora da trovare. Conte, “chiudere a luglio”

L’Europa deve dare una risposta forte e a tutto campo alla crisi Coronavirus. I leader dei 27 Paesi convergono su questo punto, ma ancora non hanno trovato l’accordo finale su dimensione, caratteristiche e tempi del Recovery plan. Un vertice in videoconferenza è stato il primo momento di confronto e sviluppi più concreti si potrebbero avere dal confronto vis-à-vis in programma per metà luglio. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha rilevato: “È essenziale prendere una decisione il prima possibile”.

Ponti

La cancelliera Angela Merkel, artefice del piano con il presidente francese Emmanuel Macron, sottolinea: “Non è un’esagerazione dire che stiamo affrontando la più grande sfida economica nella storia dell’Unione” e ha ammesso: “I ponti che dobbiamo ancora costruire sono imponenti”. Più ottimista il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che commenta: “L’Ue ha fatto un altro passo avanti. Siamo tutti consapevoli della posta in gioco. Dobbiamo raggiungere un accordo a luglio”. La Commissione ha proposto un fondo di salvataggio da 750 miliardi di euro, con una miscela di interventi che va dalle sovvenzioni a fondo perduto ai più classici prestiti. Ma i dubbi e le resistenze sono ancora molti, a partire da quelle dei cosiddetti “quattro frugali” – Olanda, Svezia, Danimarca e Austria – decisi oppositori dell’idea di emettere debito comune.

Risposta

Una linea che trova il consenso anche della Finlandia e che punta a erogazioni con di un sistema di prestiti indirizzato alle singole nazioni. Ci sono poi il gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria) e i Paesi baltici, interessati a modificare le quote di redistribuzione dei fondi anti-crisi. Sullo sfondo restano poi i contrasti sul prossimo bilancio Ue per il 2021-27. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, auspica un’intesa prima della pausa estiva: “I leader hanno concordato all’unanimità che la gravità della crisi richiede una risposta comune ambiziosa, che combini solidarietà, investimenti e riforme”. Freddo il primo ministro olandese, Mark Rutte: “Non so se l’accordo arriverà al vertice di luglio o se avremmo bisogno di più sessioni, anche durante l’estate o magari in seguito”.

Mes

Macron sembra orientato a confermare i 500 miliardi di aiuti da non rimborsare e quanto ai prestiti alternative si potrebbero trovare nel pacchetto già definito e privo di condizionalità composto dal Mes per la sanità, dal Sure per gli ammortizzatori sociali e dagli aiuti della Banca europea per gli investimenti per le imprese. Un tasto potenzialmente divisivo e, in ogni caso, non chiarito tra i partiti della maggioranza di governo giallorossa in Italia.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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