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mercoledì, 1 Febbraio 2023

Trump davanti ai padri della patria accende l’orgoglio “wasp”

Donald Trump cerca i suoi elettori. Con la pandemia Covid in pieno boom e il paese attraversato da settimane da manifestazioni antirazziste e contro la violenza della polizia, il presidente ribadisce la sua scelta di campo. Trump ha chiamato i suoi sostenitori – in maggioranza senza mascherine e senza controlli sul distanziamento sociale – al Monte Rushmore in Sud Dakota, dove nella roccia delle Black Hills sono scolpiti i mega volti di quattro padri della patria, i presidenti George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln.

Statue divelte

Le statue divelte dei personaggi accusati di colonialismo e discriminazione razziale, da Cristoforo Colombo al generale sudista Robert E. Lee, sono state il simbolo delle proteste che hanno attraversato gli Usa. Di fronte a questi “scempi”, ha detto il presidente, “non rimarremo in silenzio”, non consentiremo “la cancellazione della nostra cultura e ci batteremo contro la “campagna spietata per spazzare via la nostra storia, diffamare i nostri eroi, cancellare i nostri valori e indottrinare i nostri figli”. Chi prende di mira i “simboli della nazione” dovrà affrontare “la massima severità della legge”.

10 anni

Lo stesso Trump ha firmato nei giorni scorsi un ordine esecutivo

a protezione dei monumenti, che prevede la condanna fino a 10 anni di prigione. “Questo attacco alla nostra libertà deve essere fermato e sarà fermato”, ha incalzato il presidente: “Questo monumento di Monte Rushmore rimarrà per sempre e non sarà mai profanato. Questi eroi non saranno mai deturpati e i loro successi non saranno mai dimenticati”. Trump ha da tempo individuato un nemico ben preciso: “Nelle nostre scuole, nelle nostre redazioni e persino nelle nostre aule di rappresentanza, c’è un nuovo fascismo di estrema sinistra”. Per questo ho disposto nuove misure federali “per proteggere i nostri monumenti, arrestare i rivoltosi e perseguire i trasgressori nella misura massima consentita. Noi non aboliremo mai la polizia”.

Sioux

Un comizio destinato a risvegliare l’orgoglio “wasp”, il sentiment “White Anglo-Saxon Protestant” già solleticato a più riprese per contrastare l’ondata di proteste. E alla fine, un poderoso spettacolo pirotecnico per festeggiare la vigilia del Giorno dell’Indipendenza. Una pratica sospesa dal 2009 a causa del rischio di incendi e di inquinamento della regione boscosa delle Black Hills. Ma anche per rispetto dei nativi americani che considerano sacro il monte, un tempo nel territorio dei Sioux.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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