Covid, quello che gira più infettivo. Contagi in Veneto, Zaia si infuria

La variante del Covid-19 divenuta prevalente nelle ultime settimane è più contagiosa di quella originale emersa in Cina. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Cell. Il contagio procede alla grande nelle Americhe e in India, mentre a macchia di leopardo esplodono grandi focolai dalla Germania all’Australia. Secondo il virologo Usa, Anthony Fauci, “la mutazione renderebbe il virus in grado di replicarsi meglio e di essere più trasmissibile”, mentre non c’è evidenza che sia diventato più letale.

D614G

I ricercatori del Los Alamos National Laboratory nel New Mexico e della Duke University nella Carolina del Nord, in collaborazione con il gruppo britannico dell’Università di Sheffield, hanno individuato la variante denominata D614G. Gli studi continuano, ma come capita in tempo di pandemia si trova subito il virologo di parere difforme. Nathan Grubaugh, della Yale School of Public Health, minimizza: “Non ci aspettiamo che D614G modifichi le misure sanitarie in atto o peggiori i casi dei singoli malati. È stata fatta una scoperta interessante, ma non ne conosciamo ancora l’impatto”.

Rischio elevato

Litigi tra scienziati a parte, chi si è davvero arrabbiato è il governatore leghista del Veneto, Luca Zaia. Un focolaio a Vicenza, pare per le scarse precauzioni di un imprenditore di rientro dalla Bosnia, ha portato la regione “da un rischio basso a un rischio elevato”. L’indice Rt di contagiosità è passato “da 0,43 a 1,63”. Zaia parla di “comportamenti irresponsabili. Di questo passo non dobbiamo porci la domanda se il virus tornerà in ottobre, perché l’abbiamo già qui”. Per lunedì annuncia un’ordinanza con regole più restrittive e aggiunge: “Fosse per me, in certi casi prevederei il carcere”.

Ricovero coatto

Se, dopo quattro mesi di Coronavirus, le persone pensano di gestire in questo modo la positività – ha continuato Zaia – “allargo le braccia. La legge prevede una multa di mille euro per la fuga dall’isolamento. Mi sembra ridicolo, serve il ricovero coatto. Non possiamo permetterci la diffusione del virus per l’irresponsabilità di qualcuno”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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