M5s leader
(foto it.wikipedia.org)

È tregua armata nei 5stelle dopo il tour dei palazzi romani di Davide Casaleggio. L’erede di Gianroberto, fondatore con Beppe Grillo del Movimento, e oggi a capo della strategica piattaforma Rousseau, ha messo sul tavolo le questioni chiave. Nei faccia a faccia con Conte e con Di Maio si è parlato dell’alleanza elettorale con il Pd alle regionali di settembre e della futura leadership pentastellata.

Regionali

Dalla rottura del governo gialloverde con Salvini, Grillo e Conte Conte e Grillo premono per un alleanza strategica con il Pd, da poter trasportare il più possibile anche a livello locale. Il decreto Semplificazione, ma in buona sostanza tutto il Recovery plan post- Covid sono un programma, ha rimarcato il premier, “che posso fare con Pd e 5 Stelle e non con chiunque”. Da giorni poi è atteso un messaggio pubblico di Grillo in favore delle intese elettorali locali. Al momento l’unica Regione dove la trattativa è in corso è la Liguria, ma qualche novità è attesa magari dalla Puglia, dove il movimentismo del governatore uscente targato dem, Michele Emiliano, potrebbe convincere parte almeno dei grillini a un sostegno decisivo per battere lo sfidante di centrodestra Fitto.

Fondamentalista

Su tutta questa partita Casaleggio vorrebbe che la base pentastellata si esprimesse attraverso il voto su Rousseau. L’erede, alleato con l’eterno ribelle Alessandro Di Battista, si conferma portabandiera dell’ala fondamentalista del Movimento, attualmente più debole di quella di governo rappresentata con diverse sfumature da Conte e dal ministro degli Esteri. Eppure gli identitari, che fanno leva per esempio sul vincolo dei due mandati, possono condizionare il governo giallorosso con un pugno di voti indispensabili per il precario equilibrio della maggioranza al Senato.

Capo politico

Altra questione calda quella del capo politico. Dal gennaio scorso, data delle dimissioni di Luigi Di Maio, la baracca viene portata avanti da Vito Crimi, in attesa degli Stati Generali continuamente rimandati e forse in calendario per l’autunno. Di Maio pare lavorare per tornare in sella, cercando appoggi come quello delle sindache Chiara Appenino e Virginia Raggi, alle quali ha promesso il via libera al terzo mandato. Casaleggio dà il suo appoggio a Di Battista. Mentre, a quanto pare, Grillo – in teoria garante a vita e unico a poter sfiduciare il capo politico – vede di buon occhio un ruolo di rilievo per Conte, nel quadro di una segreteria collegiale.

Huawei

I più maliziosi valutano le ‘passeggiate romane’ di Casaleggio jr, sulla base di un tweet della repubblicana americana, DeAnna Lorraine, che lo definisce “lobbista di Huawei” negli Usa. Insomma, il capo di Rousseau avrebbe sottoposto ai suoi amici/nemici con poltrone di vertice la questione del 5G. Molto delicata sul piano geopolitico, quando arrivano sempre più numerosi i veti in Occidente al colosso cinese delle telecomunicazioni. Casaleggio poi, che non era stato invitato da Conte agli Stati Generali di Villa Pamphili, ha sottoposto al premier il suo Piano per la ripartenza dell’Italia, in chiave di digitalizzazione ma non solo. Progetto redatto con il contributo di 36 intellettuali e manager, da Franco Bernabè a Francesco Caio, da Innocenzo Cipolletta a Domenico De Masi.