Bulgaria, folla a Sofia con il presidente anti-corruzione Radev. Minacce da oligarchi

“L’arroganza della mafia bulgara ha portato a raggiungere ciò che sembrava impossibile, unire contro di sé tutte le persone oneste”. Il presidente della Bulgaria, Rumen Radev ha raggiunto in piazza a Sofia la folla che manifestava in suo sostegno e contro il premier conservatore, Boyko Borisov. Eletto nel 2017 con il sostegno del Partito socialista, principale forza di opposizione, Radev è in lotta dura contro Borisov e la rete di potere e corruzione che lega politici e oligarchi bulgari. Una rete capace anche di tenere sotto controllo il sistema giudiziario del Paese.

Perquisizioni

Nelle ore precedenti la manifestazione, la polizia su mandato del procuratore capo, Ivan Geshev, faceva irruzione negli uffici del presidente, arrestando alcuni funzionari. Ufficialmente si tratta di un’indagine per traffico di influenze e divulgazione di segreti di Stato. Ma i sostenitori di Radev hanno subito denunciato la volontà di ritardare le iniziative anti-corruzione del presidente della Repubblica nei confronti dell’élite politica bulgara e degli oligarchi, a partire dal monopolista dei media, Delyan Peevski. Il premier Borisov, capo del partito GERB, collegato al Partito popolare europeo, governa grazie all’alleanza con la formazione di estrema destra euroscettica Patrioti Uniti.

Mafia

Parlando ai manifestanti il presidente Radev ha chiesto una “purga” della “mafia” all’interno del governo e della magistratura. La folla, tra uno sventolio di bandiere nazionali, ha risposto con cori: “Fuori la mafia!” e “Borisov-Geshev vergogna!”. Secondo Transparency International, organizzazione non governativa che si occupa di lotta alla corruzione, la Bulgaria è classificata come lo Stato più corrotto nell’Unione europea. Dal canto suo Freedom House, organizzazione impegnata sui temi di libertà politiche e diritti umani, ha riportato un continuo deterioramento della governance democratica in Bulgaria, segnalando una riduzione dell’indipendenza dei media, riforme bloccate e abuso di autorità ai massimi livelli.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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