Dopo i grillini (da sempre) e Conte (stamane, con parole forti contro i Benetton), su Autostrade è arrivato il pollice verso anche dal Pd. E quindi si avvicina, ad horas, con il Consiglio dei ministri di domani alle 11, la revoca delle concessioni ad Aspi per la gestione di 3.000 km. di autostrade. Cosa avverrà dopo non si sa con precisione. Intanto, dopo le parole del premier a La Stampa, in Borsa è crollata Atlantia, la capofila dei fratelli Benetton cui fa riferimento la controllata Autostrade per l’Italia: un crollo verticale del 15% e una previsione di un default, un crac da 19 miliardi di euro.

Il Cda di Atlantia è stato convocato il seduta straordinaria per domani mattina in attesa delle decisioni del governo e anche per impostare l’eventuale contromossa alla revoca, cioè la richiesta di una penale stratosferica. I giochi sembrano fatti e la decisione del governo è data praticamente per scontata: avverrà a due anni dal crollo del ponte Morandi e alla vigilia dell’inaugurazione del nuovo ponte sul Polcevera su progetto di Renzo Piano alla cui realizzazione Autostrade non ha potuto partecipare per far posto a Fincantieri e We Build di Salini. E’ quanto ha fatto capire con grande chiarezza il premier Conte in un’intervista in cui ha definito “imbarazzante” l’ultima proposta di Aspi consegnata al governo – che invece pretendeva fosse “irrinunciabile” – per evitare la revoca. Conte ha anche escluso la partecipazione dello stato nell’azionariato (“mai”) di un’impresa che, secondo il governo, ha preso in giro le famiglie delle vittime del crollo del ponte Morandi. Qualche ora dopo – già avviato il crollo in Borsa di Atlantia – anche il Pd ha detto la sua con il segretario Zingaretti secondo il quale quella proposta dell’Aspi è “assolutamente deludente” allineandosi così alla bocciatura di Autostrade già pronunciata da M5s e da Conte. Allineata anche Leu. Riserve nella maggioranza solo da Italia Viva che teme le penali che Aspi chiederà allo stato italiano, “cifre enormi” dicono dalle parti di Renzi, che dovranno pagare i nostri figli e nipoti. E l’opposizione? Dalle parole di Salvini, Meloni e Berlusconi non si metterà di traverso…