Conte e Merkel
(foto da sito governo.it)

Chi la vuole cotta e chi la vuole cruda, si diceva un tempo. Frau Angela Merkel dovrà mettercela tutta per presentare alla tavola di Bruxelles a metà luglio una zuppa digeribile per tutti. Un po’ di belle intenzioni e di cotillon futuribili, come il “Next Generation Eu”, dovranno amalgamarsi con ingredienti assai frugali. La visita del presidente del Consiglio. Giuseppe Conte, alla cuoca-cancelliera non ha fatto chiarezza definitiva sul Recovery Fund. Crimi e soci dovranno prepararsi a dosi massicce di Jägermeister per trangugiare la minestra europea.

Distanti

Dopo il tête-à-tête con il premier italiano al castello di Meseberg, vicino a Berlino, Angela Merkel non ha potuto che confermare che i leader dell’Unione europea “rimangono distanti” sulla costruzione del piano finanziario per uscire dalla crisi Coronavirus. Insomma, c’è ancora del lavoro da fare,e parecchio, prima di raggiungere un accordo. I leader dell’Ue discuteranno del pacchetto nel vertice di questo venerdì. In ballo ci sono svariati miliardi di euro, ma le differenze di opinione tra Stati cicala e Stati formica sono ancora evidenti. Merkel non ha potuto che registralo e quindi resta assai prudente: “Non posso dire oggi se raggiungeremo un accordo venerdì”. Gran parte degli stimoli economici dovrebbero aiutare i paesi più colpiti dal Coronavirus, come l’Italia e la Spagna.

Di traverso

Tuttavia, alcuni paesi severi in tema di budget si sono messi di traverso, perché il piano comporterebbe per la prima volta prestiti a carico di tutti e a vantaggio soprattutto di qualcuno. Merkel ce la mette tutta e prova a “costruire ponti”, tuttavia è quasi certo che servirà un secondo vertice. Conte ci ha provato a chiedere “un’azione rapida”, ammonendo che ogni indecisione sarà causa di danni a lungo termine all’economia europea. Gli interventi Ue perciò a suo avviso non dovrebbero comportare eccessive condizionalità. Imporre condizioni eccessivamente rigorose sarebbe controproducente: “Non è interesse di nessuno introdurre condizioni che potrebbero compromettere il programma o dargli scarso impatto pratico”.

Mes

Alla fine Merkel proverà a far passare il piano del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. “I Paesi trattino con la Commissione su come i fondi verranno spesi e, alla fine, il Consiglio deciderà con maggioranza qualificata”. Conte sente aria di vecchio Mes e fa un ultimo tentativo: “L’Italia è per criteri di spesa chiari e trasparenti, non stiamo chiedendo fondi da utilizzare in modo arbitrario. In modo discrezionale sì, ma non arbitrario” e ribadisce che introdurre condizionalità impraticabili per l’utilizzo delle risorse “sarebbe una follia”, perché comprometterebbe “l’efficacia” del progetto e ostacolerebbe la ripresa europea.