La Polonia sceglie il nazionalista Duda. Confermato il presidente conservatore

Andrzej Duda con il 51,2% dei voti è stato confermato presidente della Polonia. L’esponente nazional-conservatore ha battuto dopo un appassionante testa a testa lo sfidante liberal-europeista Rafal Trzaskowski, sindaco di Varsavia. La vittoria di Duda è un segnale preciso per il futuro politico della Polonia e per i rapporti di Varsavia con l’Unione europea. La strada appare definitivamente aperta a una serie di leggi controverse, vere e proprie controriforme, dall’assoggettamento della magistratura al governo alle restrizioni sull’aborto e sui diritti delle persone Lgbt.

Comunismo

Il conservatore Duda, formalmente indipendente, è in realtà il sodale perfetto per il Partito nazionalista del diritto e della giustizia (PiS), guidato dall’uomo forte del Paese, Jaroslaw Kaczynski. Cattolico tradizionalista, 48 anni, ha giurato di proteggere le famiglie polacche dall'”ideologia” gay, peggiore del comunismo. Sostiene il programma di welfare nazionalista del governo, simboleggiato dal programma 500+, in base al quale le famiglie ricevono 500 zloty (110 euro) al mese per ogni figlio fino all’età di 18 anni. Per non farsi mancare nulla ha accusato il suo avversario di voler vendere gli interessi dei polacchi alla finanza ebraica internazionale, confermando il filone storico dell’antisemitismo polacco. Totale in ogni caso l’appoggio ricevuto dal presidente americano Donald Trump, che si è complimentato con Duda per il suo “notevole lavoro”.

Europeista

Totalmente opposta, in un paese di fatto spaccato a metà, la visione di Trzaskowski, anche lui 48enne, europeista convinto e con un forte seguito nella città, mentre la Polonia profonda delle campagne si è schierata con Duda. Secondo Trzaskowski la democrazia nel Paese “è sotto attacco”, con il governo che sta politicizzando le istituzioni indipendenti come la magistratura. Da sindaco di Varsavia ha partecipato ai Pride e ha proposto iniziative nelle scuole per contrastare il bullismo contro le minoranze.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita
Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

Altro dall'autore

Segui in20righe come fonte preferita su Google

Imposta fonte preferita

Articoli più letti