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sabato, 20 Aprile 2024

Vertice Ue in salita, cercasi mediazione disperatamente

Vertice straordinario Ue a Bruxelles in salita sul Recovery Fund. Le posizioni non si sono ammorbidite e restano tutte le difficoltà nel mettere d’accordo i paesi cosiddetti ‘frugali’, quelli del Nord, con in testa l’Olanda di Rutte, con quelli più colpiti dal Covid come Italia, Spagna e Francia. La Germania è nel mezzo ma sostanzialmente favorevole alla proposta della Commissione – sostenuta anche dall’Italia – che nel bilancio Ue 2021-2027 vuole trovare e distribuire con suoi bond 750 miliardi (500 in aiuti a fondo perduto e 250 di prestiti) per sostenere la ripresa dei paesi europei dopo il Covid-19. Quasi alla fine della prima giornata del vertice, un vertice che ha riunito per la prima volta fisicamente dall’inizio della pandemia i capi di stato e di governo dei 27, i big dell’Europa sono per paradosso d’accordo solo sul… disaccordo. Tutti i maggiori protagonisti hanno riconosciuto il peso delle divergenze e delle difficoltà nella ricerca di un compromesso. Lo ha ammesso Angela Merkel, lo ha confermato Macron, lo ha ribadito Conte. L’olandese Rutte ha detto chiaro e tondo che vede le possibilità di successo del summit ristrette a meno del 50%. Non è un buon inizio e se i paesi del Nord – insieme all’Olanda, la Danimarca, la Svezia e l’Austria, insomma quelli che pretendono di ‘condizionare’ alle riforme la concessione degli aiuti – insisteranno sul diritto di veto che ciascun paese può esercitare in Consiglio sui fondi da assegnare ai paesi beneficiari, allora sarà davvero difficile trovare un’intesa in uno degli appuntamenti più delicati per l’Unione Europea. Quel diritto di veto, ha infatti chiarito Conte, per l’Italia “è inaccettabile”, deve decidere la Commissione (dove c’è Gentiloni) a maggioranza qualificata. Ma Angela Merkel, presidente di turno dell’Unione, farà di tutto perchè il summit non finisca in un fiasco e già ci si attende in serata, per l’ora di cena, la formulazione di una proposta di mediazione tra paesi ‘frugali’ e (presunti) ‘spendaccioni’ (ormai viaggia su questi aggettivi il confronto tra l’Olanda e l’Italia) capace di mettere d’accordo tutti.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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