Quarto giorno giorno di summit per i leader dell’Unione europea a Bruxelles. Una maratona estenuante fatta anche di vivaci scontri verbali. In ballo c’è l’entità del Recovery Fund per la ripartenza post-Coronavirus, ma anche i dati del prossimo budget a lungo termine dell’Ue. Cifre su cui si registra lo scontro determinato dall’ostinazione dei cosiddetti Paesi “frugali”, decisi a imporre alla maggioranza di tutti gli altri la loro visione rigorista. Mentre proseguono i contatti riservati e il lavoro dei funzionari delle varie delegazioni, la convocazione ufficiale per i leader è stata fissata alle 16.

Missione

Un vertice quasi record per la durata, primato che al momento resta a quello di Nizza nel 2000, quando i colloqui durarono cinque giorni. Per cercare di superare il punto morto su ci si è arenati il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha ricordato ai leader che oltre 600 mila persone erano morte a causa del virus in tutto il mondo e si è augurato che i titoli dei giornali di domani possano essere: “L’Ue ha compiuto una missione impossibile”. Le ultime indiscrezioni indicano che la parte a fondo perduto del pacchetto di stimoli finanziari possa scendere a 390 miliardi. Questa soglia dovrebbe accontentare i rigoristi e potrebbe essere accettata da chi come Italia e Spagna è alla ricerca dei fondi per rilanciare le economie distrutte dal lockdown.

Governance

C’è poi la posizione di paesi come Ungheria e Polonia che attaccano l’Olanda, perché intenderebbe legare gli aiuti anche al tema del rispetto dello stato di diritto. “Ci stiamo avvicinando allo zoccolo duro delle rispettive posizioni”, ha detto a tarda notte il premier, Giuseppe Conte. Altra questione decisiva quella della governance del Recovery Fund, per escludere il cosiddetto “freno di emergenza” con la possibilità di veto sui piani di riforma nazionali da parte di un solo Paese. Anche su questo Conte precisa: “Abbiamo indirizzato il procedimento di verifica e controllo secondo una più corretta soluzione, rispettosa delle competenze dei vari organi definiti dai Trattati”. Ovvero, le verifiche dovrebbero restare nelle competenze della Commissione.