È partita la missione spaziale degli Emirati Arabi Uniti verso Marte. Il lancio è avvenuto dalla base giapponese di Tanegashima, nel sud del Paese asiatico. Il razzo vettore è un H-IIA, gestito da Mitsubishi Heavy Industries per la JAXA, l’Agenzia spaziale nipponica. La missione denominata “Hope Mars Mission”, in arabo el-Amal (“Speranza”), prevede l’arrivo della sonda in orbita operativa marziana nel febbraio 2021, nel 50esimo anniversario della formazione degli EAU.

Insediamento umano

I piani per realizzare la missione erano partiti nel 2014, con l’obiettivo ambizioso di costruire il primo insediamento umano su Marte entro il 2117. Abu Dhabi ha sviluppato il programma spaziale nel quadro del progetto strategico di abbandono della dipendenza dal petrolio e di un futuro basato su un’economia della conoscenza. “La missione su Marte degli Emirati è un messaggio di speranza per i giovani arabi”, ha dichiarato Omar Sharaf, capo della missione in un video pubblicato su Twitter. In precedenza gli Emirati avevano lanciato tre satelliti in orbita terrestre. Una delle menti della missione Marte è una donna: Sarah al-Amiri, ministro per le Scienze e la tecnologia.

500 milioni km

Dopo un viaggio di circa 500 milioni di chilometri, al-Amal si inserirà in un a particolare orbita ellittica, diversa da tutte le altre finora realizzare intorno al Pianeta Rosso. Potrà così effettuare, in due anni, misurazioni esclusive della dinamica dell’atmosfera di Marte durante le diverse stagioni, raccogliendo dati sui cambiamenti climatici per capire le ragioni della sostanziale scomparsa dell’acqua. Nelle prossime settimane sono previsti altri due lanci di sonde verso Marte: la missione cinese Tianwen-1, che porterà un lander dotato un veicolo sul pianeta, e la statunitense Mars 2020, anch’essa con l’obiettivo di far ‘circolare’ il rover Perseverance. Rinviata al 2022 la missione ExoMars sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea in collaborazione con quella della Russia. Dal 2014 è in orbita attorno a Marte la sonda indiana Mangalyaan.

Space X

Un altro ‘fanatico’ dell’esplorazione marziana è il miliardario Usa, Elon Musk. Con la sua Agenzia spaziale privata, SpaceX, ha portato un equipaggio di astronauti alla ISS, la Stazione spaziale internazionale. Come primo passo Musk vede la Luna, ma guarda già anche a Marte e alla realizzazione di una nave spaziale in grado di portare i primi coloni sul Pianeta Rosso. Il programma è fitto: nel 2023 SpaceX porterà i primi turisti in orbita lunare, dal 2024, potrebbero iniziare gli allunaggi e poi c’è Marte. Come diceva Buzz, l’astronauta cartone animato di Toy Story: “Verso l’infinito e oltre!”.