MIgranti

“Italiani o stranieri, anche i profughi, tutti devono rispettare le regole anti-Covid e osservare la quarantena”, dice un Di Maio tra il sorpreso e il preoccupato per le fughe in massa di migranti dagli hotspot siciliani, da Caltanissetta (ieri) a Porto Empedocle, dove oggi si sono dati alla fuga un altro centinaio di richiedenti asilo ammassati – al caldo e senza servizi sufficienti – in più di cinquecento nella tensostruttura della Protezione civile la cui capienza massima è di cento persone. Tutti in quarantena, dice il ministro degli Esteri: facile a dirsi, più difficile a farsi. I carabinieri, la polizia, la GdF stanno cercando i fuggitivi per le strade che portano ad Agrigento ed alcuni ne hanno anche ripresi ma l’impresa è improba: è come cercare di svuotare il mare con un secchiello.

E continua l’arrivo a Lampedusa di barchini con migranti provenienti per la gran parte dalla Tunisia. Al momento il centro di accoglienza dell’isola che potrebbe ospitarne duecento ne contiene più di 700 e si fa sempre più insistente la richiesta dello stato di emergenza da parte del sindaco. Di fronte a questa situazione che sembra stia sfuggendo di mano ecco la preoccupazione del titolare della Farnesina: “Qui è una questione di salute pubblica. Il virus non è scomparso. I cittadini italiani, come il sottoscritto naturalmente, devono continuare a rispettare le regole che ci siamo dati e vale lo stesso per i turisti o per chi ha diritto alla protezione internazionale”. “E’ inconcepibile che oggi qualcuno, incurante delle regole tuttora in vigore, pensi di andarsene in giro senza rispettare l’obbligo della quarantena. Migranti o meno – ha aggiunto il ministro degli Esteri – fossero stati italiani avrei detto la stessa cosa”.