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mercoledì, 1 Febbraio 2023

Covid: stato di emergenza fino a metà ottobre. Salvini a Conte “Lo vuole per conservare la poltrona”

 

 “La proroga è inevitabile e legittima” dice Giuseppe Conte in Senato per convincere anche l’opposizione a votare l’estensione dello stato di emergenza fino ad Ottobre. “Il virus circola ancora” aggiunge tentando anche di ribattere alle feroci critiche segnatamente di Lega e Fratelli d’Italia sulla “deriva autoritaria” della proroga. “No, la proroga non è autoritarismo” risponde il premier “perchè stiamo coinvolgendo il Parlamento e perchè così il paese è più sicuro”. E senza la proroga decadrebbero una quarantina di ordinanze, salterebbe il commissario alla Protezione civile e il comitato tecnico-scientifico, solo per citare alcune conseguenze di un ‘no’ sostenuto dal centrodestra che considera pressochè conclusa l’emergenza sanitaria per il Covid-19 e comunque ritiene che i provvedimenti necessari per gestire questa fase possano essere presi dal governo con una normale decretazione. Ma la convergenza auspicata dal premier “perchè su questi temi non si deve ragionare su logiche precostituite” non si realizza e al voto passa la mozione di maggioranza di appoggio a Conte per una proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre con 157 sì, 125 contrari e tre astenuti. Immediate le reazioni: plauso e sostegno pieno a Conte da Zingaretti e dai Cinquestelle: Opposizione all’attacco: Matteo Salvini prima dice che Conte vuole la proroga “per conservare la poltrona” e che lui è pronto a fare le barricate, poi dopo il voto si appella a Mattarella per esprimere tutto suo “sconcerto”; Giorgia Meloni parla tout court di “pericolosissime deriva liberticida”. Intanto domani è stato convocato il Consiglio dei ministri: all’odg, appunto, il via libera alla proroga dello stato di emergenza fino a metà ottobre.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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