Bielorussia Lukashenko

Non c’è due senza tre. Anche il terzo super negazionista a livello mondiale, il presidente della Bielorussia, Aleksandr Lukashenko, si è beccato il Coronavirus. Il gran capo di Minsk arriva dopo il fenomeno Boris Johnson, il premier britannico sostenitore dell’immunità di gregge. E il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, quello del “Mascherina? No, grazie. Tanto è solo un po’ di influenza”. Lukashenko, 65 anni, che il prossimo 9 agosto correrà per il sesto mandato consecutivo, dopo un quarto di secolo al potere, ha detto di essere asintomatico. Parlando di fronte agli alti gradi militari, si è scusato per un abbassamento di voce e ha voluto sottolineare: “La cosa più sorprendente è che oggi incontrate una persona che ha superato il Coronavirus restando sempre in piedi”.

Tifosi

La Bielorussia è stata criticata per la scelta di non imporre misure di prevenzione anti-Covid né regole di distanziamento sociale. Il campionato di calcio è proseguito regolarmente, con i tifosi assiepati sugli spalti. Il presidente ha ripetutamente parlato di “psicosi” e suggerito come rimedi fai da te: bere vodka e fare la sauna. La Bielorussia, con una popolazione di 9,5 milioni di abitanti, ha registrato oltre 67 mila contagi, con 543 morti. Ma il presidente non ha dubbi: “Il 97% della nostra popolazione ha l’infezione in modo asintomatico”.

Repressione

Lukashenko è abituato a governare con il pugno di ferro. I suoi oppositori denunciano che la campagna elettorale si stia svolgendo in un’atmosfera di “repressione e intimidazione”. Per non sapere né leggere né scrivere, comunque, il presidente boss ha fatto escludere dalla competizione i suoi due principali avversari. La Commissione elettorale ha ritenuto non valida la candidatura del banchiere, Valery Tsepkalo, arrestato a giugno con una accusa di riciclaggio. Amnesty International lo riconosce come prigioniero di coscienza. Mentre Viktor Babariko, ex ambasciatore negli Stati Uniti, ha visto annullate gran parte delle firme raccolte per la presentazione e non raggiungendo così la soglia minima di 100 mila.

Youtuber

Nelle principali città si sono svolte manifestazioni di protesta contro le elezioni farsa e per l’assenza di misure anti-Covid. A Minsk i manifestanti sono scesi in piazza guidati da Svetlana Tikhanouskaya moglie di un altro noto oppositore finito in carcere, il blogger e youtuber Sergej Cichanouskij. La polizia antisommossa ha usato la mano pesante con lacrimogeni e idranti. Alla fine gli arrestati sono stati 250 e diversi giornalisti sono stati fermati e portati al quartier generale sei Servizi di sicurezza, che qui mantengono il vecchio nome sovietico KGB.