Ritorna l’emergenza migranti nel Mediterraneo centrale. Sbarchi, quarantene, fughe di massa. Lo scenario sembra nuovamente favorevole alla propaganda sovranista, su cui soffiano giornali e trasmissioni con pochi scrupoli. Di rientro da una missione in Tunisia, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, dice al Corriere della Sera: “Gestire flussi migratori di questa entità è difficile in tempi normali, ma ora con le problematiche legate alla diffusione del Covid-19 la situazione è diventata davvero molto complessa”.

Straordinario

Per il segretario Pd, Nicola Zingaretti, “quanto sta avvenendo nel Mediterraneo era abbastanza prevedibile. Era chiaro da mesi che gli effetti dell’epidemia, anche dal punto di vista economico e sociale, avrebbero posto in forma inedita questo tema. Sono scenari che il governo deve valutare con la più grande attenzione”. Zingaretti non ha dubbi: “Solidarietà e sicurezza sono valori che possono e debbono andare di pari passo. Per la verità, sono mesi che poniamo questi temi. Ora occorre lavorare affinché il governo, urgentemente e nella sua interezza, affronti in maniera adeguata questa complessa materia”. Occorre “un impegno straordinario su più fronti”, a partire dalle questioni dell’accoglienza e del collocamento in Italia e in Europa. Serve poi una precisa “presenza politica” e molta “chiarezza nei confronti dei Paesi di partenza”, a cominciare dalla difesa dei diritti umani.

Redistribuzioni

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, fa appello all’Unione europea: “Deve fare passi avanti, deve riprendere le redistribuzioni che si sono fermate con la pandemia, riattivando l’accordo sottoscritto a Malta nel settembre scorso”. Poi sottolinea come non esista “motivo per concedere diritto di asilo” a chi arriva dalla Tunisia, “dobbiamo riattivare subito i meccanismi di rimpatrio, perché deve essere chiaro che per noi la Tunisia è un paese sicuro”. Trova il tempo per buttarla una volta di più in caciara l’ex ministro dell’Interno ai tempi del governo gialloverde: “Clandestini arrivano a frotte, anche con barboncini evidentemente scampati ai lager libici”, ironizza. Ma pare assai più preoccupato per se stesso: “Giovedì il Senato deciderà se devo essere processato per aver difeso i confini”. E burbanzoso sloganeggia: “Lo rifarei e lo rifarò”.

(foto da profilo Facebook SOS MEDITERRANEE Italia)