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mercoledì, 1 Febbraio 2023

Raddoppiano i contagi. Il Copasir al governo, perchè il segreto sui verbali del Cts?

Inatteso raddoppio dei contagi da coronavirus mentre il Comitato parlamentare per la Sicurezza (Copasir) ha chiesto al governo di poter visionare i verbali dei lavori del Comitato tecnico-scientifico ‘secretati’ dall’esecutivo tra le proteste dell’opposizione (che pretende trasparenza e vuole sapere il perchè di questa mossa chiedendosi cosa abbia da nascondere il Governo). Prima i dati: secondo le cifre fornite dal ministero della Salute nelle ultime 24 ore i nuovi casi di Covid-19 in Italia sono passati da 190 a 384, per un totale di 248.803. Dieci le vittime, anche queste il doppio di martedì (35.181 il totale dei morti dall’inizio della pandemia). Solo una regione senza nuovi casi, la Valle d’Aosta.

Tamponi in aumento, 56.451. Intanto dopo la decisione del Consiglio di stato dei giorni scorsi che su richiesta dell’esecutivo ha deciso di sospendere la desecretazione degli atti del Comitato tecnico-scientifico relativi al periodo dell’emergenza Covid – quelli sulla base dei quali poi il governo si è mosso con i famosi Dcpm – sulla delicata questione è intervenuto il Copasir che ha chiesto al governo Conte di poter visionare quei verbali. Molto critico sulla scelta operata dal governo l’economista Carlo Cottarelli: “L’opposizione di Palazzo Chigi alla desecretazione degli atti del Comitato tecnico scientifico sul Covid è un atto grave. Cosa c’è – domanda Cottarelli con un post su Twitter – che non dobbiamo sapere? È nostro diritto essere trattati da cittadini, non da sudditi”. Il Copasir ieri ha ascoltato in audizione la ministra dell’Interni Luciana Lamorgese. “Dopo la sua relazione, Lamorgese si è confrontata sulle domande dei componenti in particolare sulla tematica di eventuali tensioni sociali che potrebbero eventualmente verificarsi nell’ultimo periodo del 2020” ha poi riferito il presidente del Copasir, il leghista Raffaele Volpi.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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