Nella maggioranza ci sono molti problemi e qualche spina, con il Pd che si sente messo all’angolo da Conte che si comporta come un “novello” dittatore, un dittatore all’italiana appoggiato delle élite internazionali. Che vogliono anche aiutare l’Italia purché sia mansueta segua i consigli e soprattuttto non abbracci quelle ideee populiste che spaventano l’Europa. Si parla di rimpasto, anche se non pare all’orizzonte. C’è stata anche una telefonata di Zingaretti alla Lamorgese, che le ha assicurato di non volere prendere il suo posto al Viminale. Questo non risolve il problema di in Pd sempre più in affanno e che fatica a rintracciare il senso di un’alleanza che esalta il ruolo di Conte. E basta. E lui sta dimostrand grande capacità a bordeggiare tra là contorsioni grilline e le indecisioni dei dem.

I sondaggi per le regionali appaiono impietosi per ì giallo-Rossi, con il solo De Luca in Campania, che poi è una sorta di populista di sinistra, che raccoglie voti e tanti anche a destra, sicuro o quasi di vincere. Anche la Toscana dovrebbe andare al centro sistema, ma lo scarto appare minimi, di appena 4 punti. E tutto può succedere. Per le altre regioni, Liguria, Veneto, Marche e Puglia Non ci dovrebbe essere storia in favore del centrodestra. Quindi se previsioni saranno rispettate ci sarà un ribaltamento d. Da 4 a 2 per in centrosinistra a 4 a 2 per il centrodestra. Ci sarà qualche scossone ma il governo non cadrà per non consegnare anticipatamene il paese al centrodestra. Finché i numeri in Parlamento lo consentiranno Conte andrà avanti. E non sembra volere ritoccare troppo il suo governo, se fosse proprio indispensabile solo qualche ritocchino.