Sarri centrava poco con la Juve, lo avevano capito tutti, o quasi, ad eccezione di chi lo scelse per guidare la Signora d’Italia. Amata e odiata ma pur sempre la squadra che con tifosi sparsi per tutta la penisola più rappresenta nche all’estero, per i trofei vinti, l’Italia. Ovviamente non e’ stato mai in sintonia con la casa sabauda. Forse non e’ mai stato nemmeno juventino, anzi. Già quando stava ad Empoli mostrava una certa insofferenza nei confronti della squadra di potenza nazionale…. Molto ostentando, volendo rimarcare di essere diverso dagli altri, non omologato ad un modo che in cuor suo pensa pieno di ipocrisia. Ed almeno in questo non ha tutti i torti. Con lui che doveva andare a rendere riverenza in barca a Ronaldo, suo futuro giocatore, che prende 31milioni all’anno.

Ma non doveva essere Ronaldo a scomodarsi per incontrare il suo nuovo allenatore? Sarri ha accettato anche un compromesso d’immagine, via la tuta, ma senza mettere la divisa con giacca e cravatta e soprattutto con almeno il mozzicone di sigaretta in bocca. Non un bel vedere. Abusare delle parole per lui era nella regola, come andare a dire in conferenza stampa “mi girano i coglioni” dove un più semplice mi “girano le scatole” sarebbe apparso più coretto, sempre per un allenatore da Juve, che parla non al bar ma in pubblico. Certo si pone una domanda, ma la Juve non sapeva chi era Sarri? Non conosceva il suo calcio? Non era al corrente del suo stile? Ma la vera chicca di Sarri e’ stata quando ha fatto cantare a tutta la sua squadra “Ciao, bella, ciao”, bellissima canzone, ma ancora molto divisiva nei sentimenti degli italiani. Con calciatori che manco sapevano bene cosa cantavano e che volesse significare la canzone stessa.

La politica, per antica regola, dovrebbe stare sempre lontano dallo sport. Soprattutto dalla dirigenza dello sport. Se uno vuole fare propaganda per qualsivoglia sponda ci sono tanti altri mestieri da fare. Ed alla fine la Juve gliel’ha cantata a lui: “Ciao, bello, ciao”. Ora con Pirlo, cambia tutto. Uomo sicuramente immagine, grande ex calciatore, a differenza di Sarri che faceva il bancario, e che di spogliatoio e di campo ne sa davvero tanto.