“Una svolta enorme, storica”. Così Donald Trump, nelle vesti del gran mediatore, ha annunciato su Twitter l’accordo per una pace futura tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti. Un annuncio a sorpresa. In base a quest’intesa gli Emirati si impegnano ad avviare “piene” relazioni diplomatiche con lo stato ebraico che, per parte sua, non procederà sulla via dell’annessione di alcune parti della Cisgiordania, quelle con insediamenti ebraici, anche se quest’impegno è stato in parte ridimensionato dal premier israeliano Netanyahu che pure ha condiviso il tweet dell’inquilino della Casa Bianca e inneggiato all’accordo. L’annessione della Cisgiordania da parte di Israele era il maggiore ostacolo alla ripresa del dialogo israelo-palestinese.

I tre protagonisti della “storica svolta”, bocciata però subito da Hamas, dalla Jihad islamica e dall’Autorità nazionale palestinese che parlano di “tradimento” sono il premier israeliano, il principe ereditario e ministro della difesa di Abu Dhabi Mohammed bin Zayed e appunto il presidente americano che si giocherà l’intesa in campagna elettorale. Il principe ereditario ha confermato pubblicamente l’accordo (un accordo in chiave anti-Iran, ndr) che – ha dichiarato – è stato “definito durante una conversazione telefonica congiunta con il presidente Trump e il primo ministro Netanyahu” in cui Israele si è impegnato a bloccare qualsiasi dichiarazione di sovranità sui Territori Palestinesi. I due Paesi hanno acconsentito alla piena normalizzazione delle relazioni e a instaurare rapporti bilaterali che abbracceranno tutti i settori: investimenti, turismo, sicurezza, voli diretti, telecomunicazioni. Le reazioni palestinesi, come detto, non si sono fatte attendere, e sono di segno negativo.

L’Autorità nazionale palestinese del presidente Abu Mazen respinge “con forza” l’intesa e chiede “una immediata” riunione di emergenza della Lega Araba e dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica. “Questo passo – sostiene Abu Mazen – mina l’iniziativa per la pace araba, le decisioni dei vertici arabi e islamici, la legittimità internazionale e l’aggressione contro il popolo palestinese”. (foto da huffingtonpost.it)