Avrebbe truffato migliaia di finanziatori del muro anti-immigrati al confine tra Usa e Messico. Con l’accusa di frode è finito in manette insieme ad altri tre personaggi, Stephen Bannon, il controverso ex-stratega di Donald Trump (incarico come consigliere alla Casa Bianca durato otto mesi nel 2017, poi è stato licenziato). Bannon è stato arrestato delle autorità di New York nell’ambito della campagna online di crowfunding ‘We Build The Wall’ che avrebbe raccolto 25 milioni di dollari. “Hanno frodato centinaia di migliaia di finanziatori capitalizzando sul loro interesse a finanziare la costruzione del muro al confine e sotto la falsa pretesa che i fondi sarebbero stati spesi per la costruzione”, ha sostenuto l’accusa. Che spiega: “Non solo hanno mentito ai finanziatori della campagna ma li hanno truffati nascondendo l’uso reale dei fondi, molti dei quali andati a finanziare il loro stile di vita”.

Stephen Kevin Bannon, 66 anni, giornalista, politico, produttore cinematografico e politologo statunitense, ex-banchiere d’investimento, direttore esecutivo di Breitbart News e capo stratega di Trump per sette mesi nel 2017 è un’importante personalità della cosiddetta alt-right, la destra alternativa. E’ tuttora visto da molti come l’ideologo della linea politica ed economica generale del 45/mo presidente degli Stati Uniti. Durante il suo incarico alla casa Bianca ha fatto anche un paio di puntate in Italia per dare, sua l’ammissione, qualche ‘consiglio’ a Lega e M5s. Bannon è stato anche il vice-presidente di Cambridge Analytica ed ha fondato l’associazione internazionale The Movement. Il primo commento di Trump alla notizia dell’arresto di Bannon è che lui non sapeva nulla della campagna di raccolta fondi per la costruzione del muro anti-immigrati messa in piedi dal suo ex-stratega.