Dopo un tira e molla con i medici russi è atterrato a Berlino alle 8,47 l’aereo con a bordo Aleksej Navalny, il blogger e principale oppositore di Vladimir Putin, ridotto in coma e attaccato ad un ventilatore per colpa di un misterioso malore che lo ha colpito giovedì scorso mentre da Omsk, in Siberia, stava facendo ritorno a Mosca. “Avvelenato da un tè in aeroporto” ha detto subito la sua portavoce. “Nessuna traccia di veleno nel suo sangue” hanno invece sentenziato i medici dell’ospedale siberiano attribuendo ad una disfunzione metabolica il malore di Navalny e opponendosi in un primo momento al suo trasferimento in Germania per le sue “condizioni instabili”.

Poi il dietrofront, probabilmente con il beneplacito del Cremlino. Il trasferimento era stato sollecitato dalla moglie Julia, che ha viaggiato in aereo con lui, e dall’ong Cinema for peace che ha noleggiato l’aereo per il trasferimento del dissidente nella capitale tedesca. Ora Navalny è ricoverato nell’ospedale della Charitè a Berlino, in osservazione, in condizioni preoccupanti, ma “stabile”. Un comunicato sulle sue condizioni di salute verrà emesso, in accordo con la famiglia, appena terminati gli esami cui Navalny è stato subito sottoposto. “L’arcinemico di Putin è atterrato a Berlino”, il titolo del principale tabloid tedesco, Bild.