Con qualche batticuore Giuseppe Conte ha incassato la fiducia della Camera sul decreto Covid che prolunga fino al 15 ottobre lo stato di emergenza sanitaria e proroga i vertici dei Servizi. Con il sì dei deputati il premier ha allontanato il rischio-scivoloni per il governo giallo-rosso ma non il sospetto che nei Cinquestelle ci sia chi era pronto a fargli un bello sgarbo, visto che Conte ha mantenuto per sè la responsabilità sui servizi segreti e voleva fortemente lo status quo, senza avvicendamenti. La fronda M5s non è riuscita quindi a mettere in pericolo l’esecutivo ma si è fatta comunque vedere sul tabellone delle votazioni: dai tabulati risulta che 28 deputati grillini non hanno partecipato al voto (solo 7 invece secondo i big del Movimento che elencano un buon numero di malati e negano, a partire da Di Maio, ogni velleità di ‘sfiduciare’ Conte).

Il decreto Covid con al suo interno la proroga degli attuali vertici dei Servizi (un emendamento a firma della deputata pentastellata Federica Dieni, contraria alla proroga voluta da Conte, aveva raccolto ieri una cinquantina di firme) ha ottenuto la fiducia con 276 voti a favore, 194 contrari e un’astensione. Il decreto ora passa al Senato per l’approvazione definitiva. La deputata M5s promotrice dell’emendamento della discordia (mantenuto fino alla fine contro il parere del governo) Federica Dieni, ha però votato la fiducia posta dal governo. Ha votato ‘no’ invece la deputata Piera Aiello che ha annunciato oggi di aver lasciato il Movimento 5 stelle.