zingaretti

La “forza tranquilla” di Nicola Zingaretti annacqua gli ardori del ‘capitano’ e conferma la strada delle riforme per cambiare in meglio l’Italia. Il famoso slogan di François Mitterrand, la “forza tranquilla”, ripreso da un discorso del celebre leader socialista Léon Blum, ben si attaglia al Pd e al suo segretario. Il bagno di sangue previsto dai grandi opinionisti non c’è stato, anzi. Qualche tempo fa le Regioni erano quasi tutte del centrosinistra, ora diverse hanno cambiato orientamento. Ma il tutto lascia politicamente il tempo che trova. Il governo di Giuseppe Conte, sostenuto dal vero architrave della maggioranza, ovvero il Pd, andrà avanti e dovrà rispondere soltanto di come saprà gestire – si spera al meglio – i 209 miliardi del Recovery Fund.

Molto soddisfatto

Come si dice: le chiacchiere stanno a zero. A proposito, adesso ricomincerà la solfa del rimpasto. A Zingaretti però non gli scuciono un baffo. A botta calda il segretario dem si dice “molto, molto soddisfatto sui risultati. Si conferma che il Partito democratico è la forza del cambiamento. Garante di un percorso di innovazione e modernizzazione di cui da sempre sentiamo il bisogno”. E allora: “I giovani italiani si aspettano lavoro, scuola, ripresa economica. Ora dobbiamo essere coerenti, pensare alle persone e dobbiamo farlo con ancora più determinazione”. Insomma, rileva il segretario: “Chi voleva far cadere il governo oggi ha perso”. E anche il Pd come partito è andato bene: “Siamo vincitori. Ha vinto una squadra, una comunità, una passione che ci abbiamo messo tutti. Non si vince mai da soli ma insieme. Io odio l’io e amo il noi. Siamo un grande partito che discute, combatte e ora vince anche”, conferma il segretario.

Capotavola

A segnalare il nuovo ottimismo anche il giudizio di un osservatore spesso duramente critico, Enrico Mentana: “Altro che agnello sacrificale. Alla vigilia del voto lo davano tutti con un piede fuori dalla segreteria, annunciando la disfatta del partito. Ora Zingaretti può diventare il capotavola dell’alleanza di governo e può avanzare proposte”. Niente spallata, niente terremoto: ora tocca al governo giallorosso concentrarsi sul Recovery Fund.