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martedì, 9 Agosto 2022

Usa 2020, in caso di sconfitta Trump non accetterà risultato del voto

Donald Trump si prepara a dare battaglia in caso di sconfitta alle presidenziali di novembre. Il presidente Usa non prende impegni su di un normale trasferimento dei poteri: “Bene, dovremo vedere cosa succede”, ha detto in una conferenza stampa alla Casa Bianca. Trump è convinto di poter portare un eventuale risultato elettorale negativo di fronte alla Corte Suprema, soprattutto sulla questione del voto per corrispondenza. Per questo il presidente tycoon ha fretta di nominare un nuovo giudice per sostituire la progressista Ruth Bader Gingsburg, deceduta la scorsa settimana. Indicherà un’altra donna, ma una conservatrice, in grado di rafforzare la maggioranza potenzialmente a lui favorevole all’interno della Corte.

Postale

A 40 giorni dal voto Trump continua a essere indietro nei sondaggi rispetto al candidato democratico Joe Biden. “È da tempo che mi sto lamentando parecchio di questo voto, è un disastro”, ha sottolineato riferendosi al voto postale. Il presidente aveva già apertamente parlato di “truffa”, rispetto alla modalità di votazione adottata in molti Stati, perché più idonea a evitare occasioni di contagio da Covid-19. Biden ha definito ha definito “irrazionali” le affermazioni di Trump. Dal suo staff elettorale hanno detto di essere pronti ad affrontare eventuali “imbrogli” del presidente. Severo anche il senatore repubblicano controcorrente, Mitt Romney: “La transizione pacifica del potere è fondamentale per la democrazia. Senza di essa c’è la Bielorussia”. Uno studio del Brennan Center for Justice indica il tasso complessivo di frode nel voto negli Stati Uniti a un livello praticamente infinitesimale, tra lo 0,00004% e lo 0,0009%. Una analisi del Massachusetts Institute of Technology segnala come rischio più rilevante quello che le schede elettorali spedite per posta possano andar perse.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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