Aumentano i contagiati e cresce la preoccupazione delle autorità, politiche e sanitarie, anche per il conseguente maggior carico sui servizi ospedalieri. Con i dati di oggi in Italia si osserva “un lento e progressivo peggioramento da otto settimane” dell’epidemia da Covid e sebbene questo andamento rifletta un trend comune a molti paesi europei, in Italia è per ora più contenuto, dicono il ministero della Salute e l’istituto superiore di sanità. Ma attenti – aggiungono – a certe decisioni come quelle sugli stadi pieni al 25% della capienza. Ministero e Iss lo mettono nero su bianco facendo seguito al ‘no’ secco del ministro Speranza.

Il fatto che nel nostro paese si sia ancora lontani dal boom di contagiati registrato anche oggi in Spagna, Francia e Gran Bretagna non deve portare a sottovalutare il rischio di una “rapida ripresa epidemica” dovuta ad un eccessivo rilassamento delle misure “con l’autorizzazione a eventi o iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici”. L’allarme è determinato anche dal fatto che il bollettino di oggi registra 1.912 nuovi casi positivi (contro 1.786 di ieri), il massimo nel post-lockdown.

I tamponi restano su livelli da record, oltre i 107 mila. Le vittime 20, in leggero calo rispetto alle 23 del giorno prima. Il totale dei contagiati, comprese vittime e guariti, sale così a 306.235. Alla vigilia della seconda giornata del campionato di calcio di serie A, il ministro Speranza dice forte e chiaro il suo ‘no’ agli stadi un pò più aperti al pubblico, con la capienza al 25%: “Non sono d’accordo. Penso che dobbiamo puntare le nostre energie sulle cose essenziali, non possiamo permetterci rischi impropri, in questo momento la priorità è la scuola. La scuola ha oramai riaperto in tutta Italia, stiamo ancora monitorando per capire quali sono le conseguenze relative. Devono passare un po’ di giorni, un po’ di settimane e capire bene qual è la reazione sul piano epidemiologico dell’apertura delle scuole”. 

“Sullo stato di emergenza – aggiunge il ministro – faremo una valutazione da qui a qualche settimana quando arriverà a scadenza e ci teniamo pronti ad ogni evenienza nel senso che abbiamo bisogno di essere pronti a misure qualora dovessero essere necessarie a livello di piccoli territori, a livello diciamo sub provinciale, escludiamo in questo momento interventi più larghi”.