Becciu

“Non sono un corrotto”. “Ma quale peculato…”. “Un equivoco”. “Spero che il Papa non sia stato manipolato, forse avrà avuto false informazioni ma gli rinnovo la mia fiducia”. Eccola l’autodifesa del cardinale Angelo Becciu, ‘licenziato’ dal pontefice nel corso di un difficile colloquio. L’esito per certi versi clamoroso è emerso dalla diffusione, verso l’ora di cena, da parte della Sala stampa vaticana di un lapidario bollettino, anche questo almeno inconsueto.

“Giovedì 24 settembre, il Santo Padre ha accettato la rinuncia dalla carica di prefetto della Congregazione delle cause dei Santi e dai diritti connessi al Cardinalato, presentata da Sua Eminenza il Cardinale Giovanni Angelo Becciu”, dice la brevissima nota senza aggiungere nulla di più. I particolari e i motivi di una tale decisione li ha poi aggiunti lo stesso Becciu in una conferenza stampa in cui ha parlato di accuse “surreali” di peculato mosse nei suoi confronti e, a quanto risulta, fatte proprie da Bergoglio che ha agito fulmineamente.

“Nessuna sfida al Papa, ma ognuno ha diritto alla propria innocenza”, ha detto il cardinale, ex-sostituto alla segreteria di Stato riferendosi alla storia dei 100mila euro donati alla Caritas di Ozieri e alla cooperativa che ne è il braccio operativo guidata dal fratello. Quei 100mila, ha spiegato “sono ancora lì” e, quanto al palazzo di Londra, “l’Obolo di San Pietro non è stato toccato, non è stato utilizzato. La Segreteria di Stato aveva un fondo, doveva crescere”. E precisa che nel colloquio di 20 minuti con il Papa “non si è parlato del palazzo di Londra”.

I soldi alla Caritas, invece, “arrivarono dall’Obolo ma – precisa il porporato – era un fine caritativo”. “E’ nella discrezione del Sostituto – chiarisce – destinare delle somme che sono in un fondo particolare destinato alla Caritas. In 7-8 anni non avevo mai fatto un’opera di sostegno per la Sardegna. So che nella mia diocesi c’è un’emergenza soprattutto per la disoccupazione, per questo ho voluto destinare quei 100mila euro”.

Becciu, infine, rinnova la sua fiducia al Santo Padre: “Diventando cardinale ho promesso di dare la vita per la Chiesa e per il Papa. Oggi rinnovo la mia fiducia”. E non ci sarà “nessuna sfida al Papa, ma spero che prima o poi il Santo Padre si renda conto che c’è stato un forte equivoco”. Becciu ha riferito che il pontefice “soffriva” mentre gli chiedeva di fare un passo indietro, “era in difficoltà”, “forse ha avuto errate informazioni”. Il Papa ha comunque lasciato che Becciu resti nel suo appartamento in Vaticano.