Terza enciclica di Francesco, “Fratelli tutti”. Nuovo sogno di fraternità e amicizia sociale

di Oriana Mariotti

“I segni dei tempi dimostrano che la fraternità e la cura del Creato sono l’unica via verso lo sviluppo integrale e la pace”. Papa Francesco all’Angelus ha parlato della sua terza enciclica, firmata ad Assisi alla vigilia delle festività del Santo da cui ha preso il nome. La nuova enciclica “Fratelli tutti” è in linea con le idee comunitarie e di inclusione dei suoi predecessori, per uno sviluppo umano integrale che riunisca i popoli e che superi il concetto di una politica sociale verso i poveri, ma mai con i poveri. “Senza i poveri la democrazia si atrofizza”, spiega Papa Francesco, “benché essi diano fastidio e alcuni pensatori non sappiano come classificarli”.

Individualismo sociale

L’enciclica parte dalla valutazione della crisi economico-finanziaria del 2008, che non è stata sfruttata dai governanti per ripensare una nuova economia globale più attenta ai principi etici. Al contrario i vecchi criteri obsoleti orientati a un sempre maggiore individualismo continuano a governare il mondo. Oggi siamo spaventati dall’integrazione, ma invece di reagire fomentando odi e risentimenti dovremmo tutti esprimere il nostro essere fratelli. Buoni samaritani che prendono su di sé il dolore dei fallimenti. “Consegno questa enciclica sociale – spiega il Pontefice – come un umile apporto alla riflessione, affinché di fronte a diversi modi attuali di eliminare o ignorare gli altri, siamo in grado di reagire con un nuovo sogno di fraternità e di amicizia sociale che non si limiti alle parole”. Un invito al dialogo e alla riflessione che il Papa rivolge a tutte le persone di buona volontà proprio ora che il Covid-19 ha messo a nudo tutte le nostre false sicurezze.

No frontiere

La pandemia ha messo in evidenza l’incapacità di agire insieme. Nonostante il web permetta a tutti di essere connessi tra loro, in realtà non c’è stata nessuna unione di forze e di volontà dei diversi Paesi per uscire dall’emergenza. Ognuno ha fatto per sé e questo è il risultato: siamo sull’orlo di un nuovo lockdown collettivo, perché non siamo stati in grado di risolvere un problema che ci accomuna tutti. Il monito del Santo Padre ai potenti della Terra è chiaro: “Il colpo duro e inaspettato di questa pandemia fuori controllo ha obbligato per forza a pensare agli esseri umani. A tutti, più che al beneficio di alcuni”. Francesco conclude con la speranza che questo grande dolore non sia inutile, che porti tutti noi a comprendere che siamo debitori gli uni degli altri, “affinché l’umanità rinasca con tutti i volti, tutte le mani e tutte le voci. Al di là delle frontiere che abbiamo creato”.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita

Altro dall'autore

Segui in20righe come fonte preferita su Google

Imposta fonte preferita

Articoli più letti