Luna
Earth's moon, with its dark basaltic mare, clearly visible in great detail.

L’Italia firma gli accordi Artemide per andare sul satellite della Terra con la NASA entro il 2024

di Oriana Mariotti

La NASA ha annunciato la firma degli accordi di Artemide a cui parteciperanno 8 Paesi, tra i quali anche l’Italia. L’agenzia spaziale USA vede il programma di Artemis (o Artemide) come il prossimo passo per riportare la “prima” donna e il “prossimo” uomo di nuovo sulla Luna entro il 2024. Un tempo dimezzato rispetto all’iniziale previsione NASA, voluto dall’amministrazione Trump nel 2019. Il passo successivo sarebbe quello di stabilire una presenza autosufficiente nel polo sud lunare e inviare poi altri esploratori dello spazio su Marte.

Coalizione

Il trattato apre la strada per i suoi membri fondatori – Australia, Canada, Italia, Giappone, Lussemburgo, Emirati Arabi Uniti, Gran Bretagna e Stati Uniti – per partecipare alla più grande esplorazione spaziale della storia dell’umanità. Gli accordi di Artemide saranno il veicolo che stabilirà la prima coalizione mondiale del nuovo millennio. “La firma di oggi – ha dichiarato Jim Bridenstine, amministratore della NASA – ci unisce ai nostri partner nella nuova via di esplorazione della superficie lunare, in un’ottica di pace e stabilità per creare insieme un futuro prospero nello spazio, per tutta l’umanità”.

Marte

Nella prospettiva di giungere finalmente a un lancio su Marte, l’agenzia americana spera di iniziare a estrarre ghiaccio dal polo sud lunare con un duplice intento: procurarsi acqua potabile e dividere le molecole per realizzare un missile capace di intraprendere il viaggio verso Marte. Altro obiettivo prefissato: mandare in orbita la stazione spaziale chiamata Gateway. Gli Stati Uniti, come le altre Nazioni della coalizione, vedono questo approdo lunare come una risorsa strategica, oltre che un valore per la ricerca scientifica. Del resto, sempre secondo il capo dell’agenzia spaziale statunitense, gli accordi di Artemis sarebbero coerenti con il trattato del 1967 che stabiliva l’esenzione di alcuni corpi celesti (Luna compresa) da rivendicazioni nazionali di proprietà esclusiva. Il trattato sullo spazio extra atmosferico (Outer Space Treaty) era stato sottoscritto da USA, Unione Sovietica e Regno Unito allo scopo iniziale di proibire a chiunque di collocare armi nucleari o di distruzione di massa di qualunque genere nello spazio extra-atmosferico.

Artico

Mentre sulla Terra i ghiacciai dell’Artico sono avvinghiati in una spirale di morte, oltre ogni più nera previsione, i grandi della Terra preferiscono spendere risorse rilevanti per programmare una vita futura nello spazio per il bene dell’umanità. Tornando con i piedi per terra, gli scienziati avvertono che non saranno sufficienti a salvare il Pianeta dal surriscaldamento globale nemmeno gli accordi di Parigi siglati nel 2015. Infatti, anche puntando a un limite massimo di aumento globale di temperatura di 1,5°C, si rischia lo scongelamento di due milioni di chilometri quadrati di permafrost, che rilascerebbero metano accelerando l’effetto serra. Forse prima di ritornare sulla Luna e sognare Marte i governi dovrebbero porsi come obiettivi primari inderogabili la mitigazione e l’adattamento climatico. Altrimenti le previsioni dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) si avvereranno e già nel 2050, almeno 200 milioni di persone dovranno emigrare dalle zone più calde del globo, con danni irreversibili per tutta l’umanità.

(foto da sito www.nasa.gov)

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