Gli osservatori e i commentatori di cose vaticane l’hanno chiamata “rivoluzione”, molti hanno parlato di parole “storiche”. Fatto sta che papa Francesco ha rotto un tabù duro a morire nella Chiesa quando ha parlato degli omosessuali aprendo alle coppie gay e sostenendo la necessità di una legge sulle unioni civili. E’ successo oggi con papa Bergoglio protagonista di un documentario presentato alla Festa del Cinema di Roma intitolato ‘Francesco’ ed a lui dedicato dal regista Evgeny Afineevsky. “Gli omosessuali hanno il diritto di far parte di una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia” afferma il Papa nel documentario. E poi “Quello che dobbiamo fare è una legge sulle unioni civili.

In questo modo sono coperti legalmente “, e lui si è detto pronto a battersi per questo traguardo. C’è poi la la telefonata a una coppia di omosessuali, con tre figli piccoli a carico , in risposta ad una loro lettera in cui parlavano del loro imbarazzo nel portare i bambini in parrocchia. “Ho letto la tua lettera è una bellissima lettera. Le persone omosessuali – dice il Papa nel documentario – hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo”.

Toccante la testimonianza di Juan Carlos Cruz, vittima e attivista contro gli abusi sessuali che era presente oggi alla Festa di Roma insieme al regista. “Quando ho incontrato Papa Francesco (nel 2018,ndr) mi ha detto quanto fosse dispiaciuto per quello che era successo. Juan, è Dio che ti ha fatto gay e comunque ti ama. Dio ti ama e anche il Papa poi ti ama”. Nel documentario, spiega l’Ansa, si va dalla pandemia all’ecologia, dagli abusi sessuali all’omofobia, dai muri costruiti per dividere fino all’ingiustizia della povertà, dal razzismo all’emancipazione femminile. E tutto questo insieme ad interviste esclusive con Papa Francesco e altri grandi personaggi.

“Quando ho fatto il film sulla Siria e sull’Ucraina ho come avuto voglia di speranza e ho pensato al Papa che con i suoi interventi ha toccato tutti gli argomenti dolorosi del presente. Si può dire anzi che in questo senso questo documentario non è su lui, ma sui disastri del mondo” ha detto all’Ansa il regista Afineevsky che ha concluso: “Sono stato toccato da lui non come Papa, ma come persona. Lui è un vero gesuita, un uomo d’azione, ma anche un vero leader, una cosa che manca molto oggi”.