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sabato, 28 Maggio 2022

Vaccini, l’impegno di Ursula: nella Ue 50 milioni di dosi al mese da aprile 2021

Più di un milione di casi di Covid-19 solo nell’ultima settimana: viaggia a questi ritmi la pandemia nell’Unione europea che conferma il triste primato di essere il primo e più pericoloso ‘focolaio’ mondiale. Mentre Germania e Francia – stasera parla Macron – studiano che tipo di lockdown adottare, se hard o light, per contenere i contagi arrivati a livelli drammatici, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, pur riconoscendo come “grave” la situazione nel Vecchio Continente, ha lanciato un messaggio di speranza legato ai vaccini contro il coronavirus.

“Grazie ai contratti stipulati negli ultimi mesi, l’Ue potrà contare dalle 20 alle 50 milioni di dosi di vaccino al mese a partire da aprile” ha detto la von der Leyen nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo piano di coordinamento Ue per il contrasto alla seconda ondata del Covid-19. “Nella migliore delle ipotesi – ha spiegato la tedesca – l’Ue potrà vaccinare fino a 700 milioni di persone riuscendo così a donarne ingenti quantità ai Paesi più bisognosi”. La situazione del Covid-19 “è molto grave e dobbiamo intensificare la nostra risposta dell’Ue” ha aggiunto indicando alcune misure come l’aumento dell’accesso a test rapidi, le campagne di vaccinazione a le facilitazioni al viaggio sicuro “quando necessario”.

La presidente della Commissione ha invitato gli Stati membri a collaborare strettamente: “Misure coraggiose intraprese ora aiuteranno a salvare vite umane. Nessuno Stato membro uscirà in sicurezza da questa pandemia fino a quando non lo faranno tutti. Questa è la seconda ondata, nessun Paese è risparmiato”. Quanto ai numeri della pandemia (1,1 milioni di casi, come detto, nell’ultima settimana) Ursula von der Leyen ha detto di aspettarsi che questo numero salga ulteriormente nelle prossime due-tre settimane ma ha assicurato che l’Ue “non giungerà a compromessi sulla sicurezza dei vaccini”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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