(foto da profilo Facebook S. Kurz)

Non ‘se’ ma ‘quale’ lockdown. Sembra essere solo questo l’interrogativo che la pandemia pone al governo Conte. I dati del ministero della Salute relativamente alle ultime 24 ore non lasciano troppi margini alle interpretazioni: più di 30.000 nuovi positivi al Covid-19 e quasi 300 vittime. Con la didattica in presenza a rischio – parole del premier – per il rapporto postivi-tamponi ormai al 14,7%, il massimo di questa seconda ondata. Si va dunque verso misure ancora più restrittive di quelle contenute nell’ultimo dpcm, appena entrato in vigore tra mille proteste.

Chiusura a livello nazionale, cioè un nuovo lockdown generale come quello di marzo per tentare di stoppare la diffusione del contagio, mettendo a rischio forse in modo irreversibile il tessuto economico del paese, o un lockdown ‘light’ con chiusure selettive sul territorio, il blocco di alcune regioni e/o di alcune città? Si decide nelle prossime ore. E’ un fatto che l’Italia è nella morsa del virus come la maggior parte dei paesi europei. E come nelle altre capitali europee anche a Roma è un susseguirsi di vertici (Conte a palazzo Chigi con la sua maggioranza, il Comitato tecnico-scientifico convocato d’urgenza stasera alla Protezione Civile) per una decisione che non può essere procrastinata.

I dati: nelle ultime 24 ore in Italia i nuovi positivi al coronavirus sono stati 31.758, a fronte di 215.886 tamponi (un altro record, 801 più di ieri). Le vittime sono state 297, i guariti 5.859. Nei reparti di terapia intensiva sono ricoverate 97 persone più di ieri, negli altri reparti i ricoveri segnano un + 972 (per un totale di 17.996). Il numero più alto di casi si registra in Lombardia (+8.919), Campania (+ 3.669) e Piemonte (+2.887). Ma quello che più preoccupa governo e Cts è il rapporto tra casi positivi e tamponi, pari al 14,7%: il valore massimo finora registrato in questa seconda ondata.