Conte conf. stampa
(foto governo.it)

Continuano a crescere come un’onda inarrestabile i contagi. Ogni giorno sempre più del precedente. Siamo arrivati a 31.758 nuovi positivi ed i morti complessivamente sfiorano i trecentomila. In aumento anche le terapie intensive. Ci sono città più colpite come Milano e Napoli, ma la situazione è drammatica in tutto il paese. Così il governo sta pensando ad un doppio binario, strette locali dove il virus dilaga di più, ma anche misure nazionali, insomma in pratica un nuovo lockdown. Le riunioni si susseguono, tra governo, esperti, comitato scientifico e regioni.

Già da domani potrebbe essere anticipato un nuovo Dcpm, per il quale i temporeggiatori, premier compreso, avrebbero preferito aspettare la prossima settimana, per meglio monitorare l’andamento dei casi della pandemia. Conte sembra però disposto a cambiare almeno in parte strategia per accogliere quei segnali che giungono dal centrodestra, Salvini compreso. Escluso un rimpasto di governo, la strada sarebbe quella di un confronto reale in Parlamento, con un tavolo di concertazione, in modo da dare alle opposizioni la possibilità di fare sentire efficacemente la loro voce.

Naturalmente dovrebbe cambiare il modo di legiferare, altrimenti sarebbe tutto inutile. Conte dovrebbe abbandonare i DPCM non soggetti all’esame delle Camere, perché autorizzati a monte da un precedente decreto, quello che ha determinato lo stato di emergenza e procedere invece di volta in volta con decreti, che pur essendo subito operativi, necessitano entro 60 giorni, dell’approvazione di Camera e Senato.