Strada e Gaudio

La telenovela sulla sanità calabrese va in onda con una terza puntata lasciando dietro di se uno strascico di polemiche e pesanti ironie. Dopo i commissari Cotticelli e Zuccatelli oggi ha mollato anche Eugenio Gaudio, l’ex-rettore della Sapienza nominato commissario solo ieri sera da Conte, con annessa stretta di mano e foto di rito dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato la scelta del premier e del ministro Speranza.

Gaudio avrebbe dovuto fare tandem con Gino Strada per risanare la sanità calabrese, o almeno così sperava palazzo Chigi, ma in attesa dello scioglimento della riserva da parte del finora dubbioso fondatore di Emergency che – ha fatto capire – vuole toccare con mano il progetto, Gaudio ha bruciato le tappe e ha dato le dimissioni in un amen, nemmeno 24 ore dopo l’investitura.

In dieci giorni, dal 7 novembre, sono così tre i commissari alla sanità della Calabria che hanno mollato – i primi due per altrettanti video imbarazzanti – lasciando Conte e Speranza con in mano solo un pugno di mosche e tante polemiche: un record e un altro scivolone del governo giallo-rosso. “Motivi familiari” ha detto Gaudio (che è sotto inchiesta a Catania per concorsi universitari truccati ma spera nell’archiviazione a breve) spiegando a Repubblica che la moglie non vuole trasferirsi a Catanzaro. Inutile dire che la vicenda ha provocato un fiume di commenti per niente teneri nei confronti dell’esecutivo.

Matteo Salvini ha ironizzato sulla telenovela della fuga dei commissari ponendo l’accento sull’inadeguatezza del governo: “Via Cotticelli, via Zuccatelli, ora via Gaudio. Attendiamo se ne vada Speranza”, attacca il leader della Lega su Twitter. “Ennesimo buco nell’acqua” scrivono su Facebook le Sardine che poi su Twitter aggiungono: “Ne avete sbagliati tre su tre. Ora forse ci darete ascolto. #fateglistrada #GinoStrada”.

Anche il governatore calabrese Nino Spirlì ha attaccato il ministro: “Deve finire questo commissariamento della sanità e soprattutto, adesso si può dimettere veramente Speranza. Ho incontrato più volte il ministro ed è una persona gradevolissima ma sta dimostrando un’imbarazzante incapacità di gestire la cosiddetta ‘operazione Calabria'”. I Cinquestelle fanno pressione su Conte e Speranza che ora – dicono – non hanno più alibi per on nominare Strada commissario.

Una telenovela su cui Micaela Biancofiore, di Forza Italia, è tranchant: “Sembra scherzi a parte, ma qui non c’è proprio nulla da ridere. Non posso pensare infatti che una personalità come quella del Rettore Gaudio avesse prima deciso di accettare, per rinunciare poche ore dopo. Ora Conte, che tanto invoca collaborazione, si confronti con il centrodestra che guida la regione almeno sulla sanità e insieme si trovi un’eccellenza, della quale la Calabria è ricca, che si occupi della salute dei calabresi e metta fine a questo scandalo indecoroso e infinito”.