G20 Riyad

L’ultimo G20 di Trump finisce con una partita a golf, mentre i leader mondiali rimangono riuniti per lottare contro la pandemia da Coronavirus e il riscaldamento globale

G20 in videoconferenza di Riyad: l’ancora presidente Trump twitta sulle elezioni americane e diserta la sessione sulla pandemia per andare a giocare a golf. Al G20 online per ovvi motivi di sicurezza ospitato dall’Arabia Saudita, il tycoon si è reso indimenticabile, ricordando una volta di più come dal giorno della sua elezione sia sempre stato ostile al multilateralismo. Di qui la decisione di isolare gli Stati Uniti, ritirandoli dagli organismi internazionali e dagli accordi, a partire dai temi della salute pubblica e del cambiamento climatico. Ora che il tempo di Trump alla Casa Bianca è quasi scaduto, a dispetto del suo rifiuto di ammettere la sconfitta elettorale, il messaggio è ancora quello di andarsene sbattendo la porta. Il summit virtuale dei leader del G20 aveva tra i suoi obiettivi quello di ribadire una politica unitaria per combattere meglio il Covid-19, accelerare e aumentare il numero dei test, le cure e vaccini per tutti. Allo stesso tempo trovare il modo di aiutare gli Stati in via di sviluppo a superare l’impatto negativo della pandemia sulle loro economie. La prova di quanto sia cambiato l’atteggiamento degli altri leader mondiali nei confronti di Trump è venuta dalle parole del ministro degli Investimenti saudita, Khalid al-Falih: “Quando il mondo ha avuto bisogno della leadership – ha detto con riferimento alla pandemia – non si è presentato nessuno”. E non ha avuto bisogno di fare nomi, l’audience ha capito benissimo a chi si riferisse. “Il G20 ha dovuto stringere i ranghi, perché alcune nazioni si sono rifugiate nell’isolamento del nazionalismo”, ha proseguito al-Falih.

Leadership

Quando poi gli altri capi di Stato e di governo sono passati al tema di come arginare la pandemia, Trump ha deciso di lasciare in anticipo la riunione per andare a giocare a golf. Sprezzante innanzitutto verso la situazione pandemica nel suo paese, dove i contagi hanno superato i 12 milioni e i morti in un giorno le 2 mila unità. All’inizio della seduta – svoltasi sulla piattaforma Zoom – il re saudita Salman aveva detto che è giunta l’ora di riformare l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e di portare il sistema di trading internazionale a confrontarsi multilateralmente con i cambiamenti. Un atteggiamento sorprendentemente condiviso anche dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, solitamente in disaccordo con tutto quello che propongono i sauditi. “La Turchia – ha sottolineato – supporta la crescita economica globale e del welfare, in accordo con le linee guida dell’Organizzazione mondiale del commercio. Perciò siamo d’accordo che il processo di riforma dell’OMC debba andare avanti”. Ecco, anche in questo caso, ribaltato un altro fondamentale assunto trumpiano, secondo il qual l’OMC ha troppo potere e andrebbe azzerato, così come l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Clima

Durante la prima giornata di videoconferenza, sabato, la sicurezza degli Stati Uniti non ha rilasciato alcun video di Trump, rendendo praticamente impossibile capire toni e mood del presidente, chiuso dietro a una porta virtuale per tutto il tempo della sua presenza alla riunione. Nella seconda giornata Trump è intervenuto in video per rilanciare il suo messaggio aggressivo e ormai ben noto di assoluta contrarietà agli accordi internazionali sui cambiamenti climatici. Poco prima i leader di Australia, India e Cina, insieme al re saudita, avevano dichiarato che gli accordi di Parigi del 2015 per scongiurare il riscaldamento globale sono di importanza vitale per l’umanità. Secondo Trump, invece, “non sono stati fatti per salvare il pianeta, ma sono un piano per uccidere l’economia americana”. Di fatto il presidente americano uscente sa che è finita. Ha perso le elezioni e dopo l’ultimo G20 arriverà dicembre, il suo ultimo mese alla Casa Bianca.

(foto sito www.g20ryadhsummit.org)