Vaccino
(foto di Mohamed Hassan da Pixabay)

La vaccinazione anti-Covid è appena partita e già sembra trasformarsi in odissea. Cominciano i ritardi nella consegna delle dosi, causa maltempo. Si infittiscono le polemiche, a partire dall’obbligatorietà e dalla scelta furbetta della Germania di acquisire dosi extra rispetto alla supervisione UE. E poi c’è la brutta storia dei medici no vax, pronti a seminare confusione se non panico in una opinione pubblica già profondamente provata dal lockdown. La Pfizer/Biontech è in ritardo sulle consegne delle dosi all’Italia. All’immagine un po’ leggendaria dei camion refrigerati che attraversano l’Europa, alla fine sembra essersi sostituita quella più concreta di aerei che, a partire da questa sera, faranno arrivare 469.950 dosi di vaccino.

Sei dosi

La consegna nei siti di somministrazione sarà curata dalla stessa azienda farmaceutica La prima fase della campagna vaccinale riguarda il personale sanitario e gli ospiti delle residenze per anziani. Da ogni flaconcino di vaccino Pfizer/Biontech sarà possibile, ha precisato l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), ottenere 6 dosi e non 5. In questo modo, spiega la Sifo (Società italiana di farmacia ospedaliera), “con mille fiale potranno essere trattate 6 mila persone invece che 5 mila”. Il tutto “ferma restando la necessità – sottolinea ancora l’Aifa – di garantire la somministrazione del corretto quantitativo di 0.3 millimetri a ciascun soggetto vaccinato attraverso l’utilizzo di siringhe adeguate”. Intanto, mentre è in dirittura d’arrivo l’autorizzazione europea per il vaccino di Moderna, più complicato appare il percorso del vaccino AstraZeneca/Oxford. Le dosi vengono prodotte nel nostro paese e il ministro della Salute, Roberto Speranza, le ritiene decisive per raggiungere l’obiettivo dei 13 milioni di immunizzati entro aprile. A raffreddare gli entusiasmi ci ha pensato, non si sa quanto opportunamente, il vicedirettore dell’Agenzia europea del farmaco (EMA), che ha di fatto escluso il disco verde al vaccino entro gennaio, perché “servono altri dati sulla qualità del farmaco”. Ma la Gran Bretagna, altro partner di AstraZeneca/Oxford, spera invece di avviare la distribuzione già il 4 gennaio.

Disciplinare

Intanto è polemica sulla obbligatorietà della vaccinazione. “Credo possa essere una precondizione per lavorare nel settore pubblico”, ha detto la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa (Pd), mentre molto più cauta appare la pentastellata ministra della Pa, Fabiana Dadone: “Non sono una grande appassionata dell’obbligo, soprattutto in campo vaccinale. Credo sia più giusta una forte raccomandazione”. Ha dell’incredibile la stima che almeno un terzo degli operatori in campo sanitario, a partire da medici e infermieri, non avrebbe intenzione di vaccinarsi. Nei confronti dei medici no vax e negazionisti del Covid ha deciso di prendere l’iniziativa l’Ordine dei medici di Roma, che ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti dei riottosi. Scalpore anche per la conferma venuta dalle Germania dell’acquisto di dosi extra di vaccino Pfizer/Biontech, rispetto a quanto concordato dai 27 Paesi dell’Unione Europea. Ora il timore è quello dello scatenarsi di una caccia al vaccino, dopo che Berlino ha aperto una strada apparentemente molto pericolosa. Ma con un tweet la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, rassicura: “Abbiamo deciso di prendere 100 milioni di dosi aggiuntive del vaccino BioNTech/Pfizer, che viene già utilizzato per vaccinare le persone in tutta l’UE. Avremo quindi 300 milioni di dosi di questo vaccino, che è stato valutato sicuro ed efficace. Altri vaccini seguiranno!”.