Mario Draghi si è recato al Quirinale e, al termine del colloquio con il Presidente della Repubblica, ha accettato “con riserva” l’incarico di formare il nuovo governo. La decisione di Sergio Mattarella ha portato scompiglio tra le forze politiche, che stanno cercando di capire cosa fare. Al di là della stima di cui gode l’ex governatore BCE, resta il fatto che trovare una maggioranza in questo Parlamento non è cosa facile. Tensioni, vendette, recriminazioni, divisioni inevitabilmente incideranno.
Fase nuova
Intanto i primi a dire no sono stati i 5stelle, con il capo politico, Vito Crimi, e il sostegno di Beppe Grillo. La destra si è convocata per definire una posizione unitaria, a fronte delle tentazioni pro-Draghi presenti in Forza Italia. Per il segretario Pd, Nicola Zingaretti: “Con l’incarico a Draghi si apre una fase nuova che può portare il Paese fuori dall’incertezza creata da una crisi irresponsabile e assurda. Siamo pronti a contribuire con le nostre idee a questa sfida”. Quanto alle prospettive politiche il segretario dem osserva: “Non bisogna perdere la forza e le potenzialità di una alleanza con il Movimento 5 Stelle e con Leu basata su proposte comuni sul futuro dell’Italia. Per affrontare questi temi chiederemo nelle prossime ore un incontro”.
Incarico
Dopo l’incontro con Mattarella, Draghi in un breve discorso aveva sottolineato: “Ringrazio il Presidente della Repubblica per la fiducia che mi ha voluto accordare, conferendomi l’incarico per la formazione del nuovo governo. È un momento difficile. Il Presidente ha ricordato la drammatica crisi sanitaria, con i suoi gravi effetti sulla vita delle persone, sull’economia, sulla società. La consapevolezza dell’emergenza richiede risposte all’altezza della situazione. Ed è con questa speranza e con questo impegno che rispondo positivamente all’appello del Presidente della Repubblica”.
Rispetto
Secondo il presidente del Consiglio incaricato: “Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani dei cittadini, rilanciare il Paese, sono le sfide che ci confrontano. Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell’Unione Europea, abbiamo l’opportunità di fare molto per il nostro Paese, con uno sguardo attento al futuro delle giovani generazioni e al rafforzamento della coesione sociale. Con grande rispetto mi rivolgerò innanzitutto al Parlamento, espressione della volontà popolare. Sono fiducioso che dal confronto con i partiti e i gruppi parlamentari e dal dialogo con le forze sociali emerga unità e, con essa, la capacità di dare una risposta responsabile e positiva all’appello del Presidente della Repubblica. Scioglierò la riserva al termine delle consultazioni”.
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