Le priorità del suo esecutivo – da oggi con il giuramento nel pieno delle sue funzioni – il premier Mario Draghi le ha spiegate subito, intorno alle 14, aprendo il primo Consiglio dei ministri. Dopo la nomina del nuovo Sottosegretario di Palazzo Chigi Roberto Garofoli preceduta dal cambio della guardia con Giuseppe Conte (che ha lasciato il palazzo tra gli applausi dei dipendenti) plasticamente condensato nel passaggio della campanella, Draghi è stato subito chiaro con i suoi 23 ministri: una delle priorità del suo governo, forse ‘la’ priorità, sarà quella di “mettere in sicurezza il paese”, un obiettivo che intende raggiungere anche grazie al lavoro di una squadra “coesa e senza interessi di parte” chiamata ad impegnarsi per fronteggiare l’emergenza sanitaria e quella economica.

“Il nostro sarà un governo ambientalista” ha poi aggiunto l’ex-capo della Bce tanto per chiarire quanto con la sua squadra punti sulla transizione ecologica. Mentre Draghi apriva il suo primo consiglio, Conte lasciava il palazzo che aveva occupato come premier (di due governi) dal giugno 2018, per quasi mille giorni. Un momento di commozione al quale non è sfuggito neanche Rocco Casalino mentre i dipendenti tributavano all’ormai ex-premier un forte applauso dalle finestre che danno sul cortile. Conte torna privato cittadino, come lui stesso ha detto in un post su Facebook, ma non abbandonerà l’impegno politico: “Da oggi non sono più presidente del Consiglio. Torno a vestire i panni di semplice cittadino”.

“In realtà – ha scritto – ho cercato di non dismettere mai quei panni per non perdere il contatto con una realtà fatta di grandi e piccole sofferenze, di mille sacrifici ma anche di mille speranze che scandiscono la quotidianità di ogni cittadino”. Ma cosa farà d’ora in poi Conte? “È davvero necessario – ha spiegato l’ex-premier – che ognuno di noi partecipi attivamente alla vita politica del nostro Paese e si impegni, in particolare, a distinguere la (buona) Politica, quella con la – P – maiuscola, che ha l’esclusivo obiettivo di migliorare la qualità di vita dei cittadini, dalla (cattiva) politica, intesa come mera gestione degli affari correnti volta ad assicurare la sopravvivenza di chi ne fa mestiere di vita”.

Conte ha concluso sottolineando come in questi anni abbia cercato di contribuire “a delineare un percorso a misura d’uomo, volto a rafforzare l’equità, la solidarietà, la piena sostenibilità ambientale”. E ora il suo impegno e la sua “determinazione saranno votati a proseguire questo percorso. La chiusura di un capitolo non ci impedisce di riempire fino in fondo le pagine della storia che vogliamo scrivere. Con l’Italia, per l’Italia”.