(Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Cravatta bordeaux, con al polso, come tutti gli uomini elegantemente sobri, che lasciato i Rolex ed i Patek Philippe in cassaforte, anche perché troppo appariscenti, un semplice ma utilissimo Apple Watch. Sul vestito però non si scappa dal costoso super Tasmania, un abito con una stoffa molto leggera, adatta anche ad ambienti caldi per i riflettori ed ingualcibili. Le giacche si possono appallottolare ma quando le distendi non fanno neppure una piega.

A differenza del suo predecessore che amava sfoggiare sempre una vistosa pochette, la sua spilla di Cavaliere della Repubblica. Insomma il nuovo premier in aula sia al Senato che alla Camera ha sfoggiato eleganza e sobrietà come si addice ad un uomo rispettoso delle sedi istituzionali come ai vecchi tempi quando alla presidenza della Camera c’erano grandi personaggi con i comunisti che erano in prima fila nel considerare il Parlamento un luogo sacro. Basta ricordare Ingrao e la Iotti, ma anche i democristiani come Gronchi e Leone condividevano il medesimo rispetto, come segno di quanto nato dalla Costituente subito dopo la guerra.