Le parole per Draghi valgono, non come nella consueta politica, ma come paletti, per quella che è la sua formazione, almeno se non finirà pure lui ad essere un politico come molti altri. Ma è improbabile. Il suo un discorso con il socialismo liberale come faro, con due sole citazioni illuminanti, Papa Francesco e Cavour, ovvero lo Stato e la Chiesa. Quindi ha rivendicato le sue origine cattoliche oltre che riformistiche, da uomo illuminato quale si ritiene. Rimasto orfano a 16 anni, anche di madre, con un padre che si sposò a 52 anni, e che è stato un grande banchiere prima in Banca d’Italia e poi braccio destro di quel grande banchiere che fu, Arturo Osio (quello che si comprò Cala grande all’Argentario), alla BNL dove crearono i prestiti per le piccole aziende ed i commerciati, prima di allora esclusi da ogni linea di credito.

Draghi aveva già ricordato Cavour nel 2017 per il suo impegno riformista per la costruzione dell’Italia (parola più volte citata nel suo intervento insieme a quella di unità), Altra frase sempre ricordata da Draghi, non nel suo discorso di oggi, quella che gli insegnò suo padre: “Puoi perdere i soldi, li potrai rifare, puoi anche perdere l’onore, di potrai riscattare, ma quello che non puoi perdere mai è il coraggio”. Ed oggi lo ha dimostrato senza tante cincischierie, lui è pronto ad un progetto di legislatura, altro che Quirinale È pronto all’emergenza Covid ed alla gestione del Recovery Plan (chi meglio di lui) ma anche alle riforme strutturali, vedi Cavour, di cui l’Italia ha estremo bisogno. Un programma che per realizzarlo non serve solo questa legislatura ma pure tutta quella successiva.

Ed è non probabile ma sicuro che se Draghi avrà l’appoggio del popolo italiano e dei partirti che lo rappresentano andrà fino in fondo. In questo schema bisognerà vedere, ma è un tecnicismo, come si presenterà alle prossime elezioni, se indicato da più partirti o con una sua lista civica. Mai con partito personale. A questo punto sembra probabile, soprattutto se questo governo darà i suoi frutti la riconferma di Mattarella al Colle a grande richiesta. Del resto non sembrano altissimi i profili di sempre possibili alternative.

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