Draghi in Senato

Un discorso programmatico atteso, ma non sintetico quanto azzardato dai soliti bene informati. 53 minuti, scanditi da 21 applausi. Mario Draghi si è rivolto all’aula di Palazzo Madama e al Paese senza voli pindarici, con concretezza, indicando alle forze politiche che lo sosterranno i confini e gli obiettivi del suo governo. Una proposta tecnica, che dovrà trovare adeguato sostegno politico. I numeri non sono un problema, resta però la questione della tenuta di un esecutivo, di fatto di salvezza nazionale, che vede la presenza di partiti e di leader finora agli antipodi. Al di là dell’opposizione “patriottica” di FdI e di una frangia neo-turigliattiana di estrema sinistra, resta da vedere quanti saranno i no e le astensioni tra i senatori pentastellati. E infatti il capo politico grillino, Vito Crimi, glissa sull’intervento del presidente del Consiglio e preferisce restare concentrato sui suoi: “Lavoriamo all’unità”, dice.

Governista

Due parole pro Draghi le spende allora via Twitter un esponente dell’ala governista M5s, Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento: dal presidente del Consiglio arriva un “appello forte che ci spinge a lavorare su identità europea, sistema sanitario, ripresa economica, scuola e ricerca, ecologia, lavoro, transizione digitale e parità di diritti. La collaborazione di tutti sarà fondamentale”. Tutti gli altri leader della nuova super-maggioranza appaiono beati e contenti, magari soltanto in attesa delle prossime schermaglie. Il segretario Pd, Nicola Zingaretti, sostiene: “Bene il presidente Draghi. Dalle sue parole una conferma: l’Italia è in buone mani. Il Pd farà la sua parte in questa sfida”. Con un filo di ironia da eterno scavezzacollo, Matteo Salvini dice: “Draghi ha sempre ragione”. Il leader della Lega oggi sorvola sull’euro e afferma: “Più salute e meno tasse, più rimpatri e meno burocrazia, più cantieri e meno sprechi. Ottimo punto di partenza, nel nome dell’efficienza, della trasparenza e del cambiamento. La Lega c’è!”.

Entusiasta

Entusiasta Matteo Renzi, che continua a ritenersi l’artefice unico del possibile miracolo: “Se qualcuno avesse avuto dei dubbi ascolti Draghi” e poi si chieda: “Valeva la pena di aprire la crisi? Sì. Il discorso di Draghi è straordinario”. Da Forza Italia la capogruppo al Senato Anna Maria Bernini, dichiara soddisfatta: “Un discorso pragmatico e di altissimo spessore, che ha tracciato il percorso per traghettare l’Italia fuori dalla crisi pandemica. Abbiamo colto grandi segnali di discontinuità, che vanno nella giusta direzione. Ci riconosciamo pienamente nelle parole del premier, a cui garantiremo il massimo sostegno”. Da Leu la deputata Rossella Muroni rileva: “Un discorso asciutto con alcune chiarissime scelte di campo”, ora “nessuno deve rimanere indietro, nei diritti e nelle opportunità, mentre costruiamo l’Italia sostenibile del domani”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome